VENERDÌ 24 APRILE 2015, 009:50, IN TERRIS

25 APRILE, MATTARELLA: "NON ABBASSARE LA GUARDIA SU LIBERTA' E DEMOCRAZIA"

Il capo dello Stato a Repubblica: "La risposta al terrorismo va cercata nella solidarietà internazionale"

DANIELE VICE
25 APRILE, MATTARELLA:
25 APRILE, MATTARELLA: "NON ABBASSARE LA GUARDIA SU LIBERTA' E DEMOCRAZIA"
Libertà e democrazia sono beni da "difendere ogni giorno". Sergio Mattarella, in vista del 25 Aprile, in un'intervista su Repubblica ricorda l'importanza della Resistenza e invita a non abbassare la guardia ma a riaffermare questi valori, sopratutto oggi, come è stato fatto "contro l'assalto del terrorismo, come vien fatto e va fatto sempre di più contro quello della mafia". Il presidente della Repubblica propone che "la qualifica di resistenti vada estesa non solo ai partigiani, ma anche ai militari che rifiutarono di arruolarsi nelle brigate nere e a tutte le donne e gli uomini che, per le ragioni più diverse, rischiarono la vita per nascondere un ebreo, per aiutare un militare alleato o sostenere chi combatteva in montagna o nelle città". La risposta al terrorismo va cercata "nella solidarietà internazionale e nella collaborazione" tra democrazie. La sfida va affrontata senza "limitare diritti e prerogative" di una "società aperta" e senza tradire "la nostra storia e i nostri valori", spiega Mattarella che richiama a quei valori di solidarietà che portano molti cooperanti a mettere "a rischio la vita, come è successo a Giovanni Lo Porto". Il presidente, nel rispondere ad una domanda sulla minaccia allo Stato del terrorismo degli Anni di piombo e quella attuale dello jihadismo, spiega che "la lotta al terrorismo fu condotta dallo Stato senza sospendere le libertà civili e democratiche".

Mattarella spiega che fondamentale per battere il terrorismo durante gli anni di piombo è stata "è stata l'unità di popolo. Oggi abbiamo una o più entità esterne, presenti in Paesi diversi, che incitano su Internet alla guerra santa contro l'Occidente e che confidano in una rivolta spontanea dei musulmani presenti all'interno di quei Paesi che si vorrebbero sottomettere al Califfato. Non c'è dubbio che si tratti di una minaccia nuova e insidiosa. La sfida è, oggi come ieri, molto impegnativa. Non c'è dubbio che la società aperta e accogliente abbia dei rischi in più in termini di sicurezza rispetto a uno Stato di polizia. Ma possiamo chiedere ai cittadini europei di sobbarcarsi qualche fastidio o controllo in più, non certo di vedersi limitare diritti e prerogative che ormai sono patrimonio comune e irrinunciabile. Tradiremmo la nostra storia e i nostri valori".

Parlando della sua visita alle Fosse Ardeatine, subito dopo la sua elezione, Mattarella spiega che "assistiamo al riemergere dell'odio razziale e del fanatismo religioso: i morti delle Ardeatine è come se ci ammonissero continuamente, ricordandoci che mai si può abbassare la guardia sulla difesa strenua dei diritti dell'uomo, del sistema democratico". "Credo - spiega il capo dello Stato - che quella dell'abolizione della festa della Liberazione sia una polemica ormai datata e senza senso. Sarebbe come dire: invece di celebrare il nostro Risorgimento, festeggiamo la Rivoluzione americana e francese... E' vero che nel mondo ci sono stati diversi regimi totalitari e sanguinari, frutto di ideologie disumanizzanti. Ma la storia italiana è passata attraverso la dittatura fascista, la guerra, la lotta di Liberazione. E un popolo vive e si nutre della sua storia e dei suoi ricordi".
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