MERCOLEDÌ 10 MAGGIO 2017, 000:02, IN TERRIS

Venezuela: basta tacere

RAFFAELE BONANNI
Venezuela: basta tacere
Venezuela: basta tacere
Il tentativo della opposizione in Venezuela di mettere in ginocchio l'odiato regime di Maduro, è nuovamente fallito. I morti ancora una volta si sono contati a decine, mentre migliaia sono rimasti feriti a causa della spregiudicata repressione operata dal governo. Ora si spera in un moto internazionale che vada in soccorso di quegli eroi della democrazia e della civiltà.

Ma finora tutti sono rimasti in silenzio, persino il vulcanico Trump che farebbe bene a dire qualcosa per una regione considerata il suo giardino di casa. Tanta distrazione verso quella parte del globo è inspiegabile, specie quando crisi di quel livello vengono seguite incessantemente dalla diplomazia è dall'opinione pubblica mondiale, pronte a mobilitarsi in momenti come questi.

Continua così il dramma del Venezuela, stretto nella morsa di ferro di un Governo che lo ha demolito sotto ogni punto di vista: moralmente, economicamente, democraticamente. Il regime ha prodotto un vero e proprio cataclisma da quando iniziò ad opprimere il popolo con la presidenza Chavez. Negli anni, Caracas, da capitale di prim'ordine degli affari, si è trasformata in centrale di coordinamento di tutti i governi della sinistra radicale dell'America del sud e in luogo di finanziamento del terrorismo, non solo regionale.

Basti vedere chi sono stati i consulenti internazionali, prima di Chavez, poi di Maduro. Tutti ideologi di sinistra estrema - tra cui anche Tony Negri - chiamati a redigere la costituzione truffa fatta approvare qualche anno fa. Il regime, forte dei giacimenti di petrolio "extrapesante" della fascia dell'Orinoco - dalla qualità paragonabile allo shale oil statunitense - ha usato questa ricchezza per una politica estera dissennata, e ha distrutto interamente, uno per uno, tutto il sistema produttivo ed economico del paese. Una pretesa "grandeur bolivariana" intestata abusivamente al "Libertador" Simon Bolivar. Il condottiero che rese autonoma grande parte del continente sudamericano agli albori dell'800 dalla Spagna, era infatti liberale. Invece Chavez e Maduro non sono altro che epigoni del comunismo mondiale. Come tutti i regimi di estrema sinistra finora conosciuti, ha devastato l'economia di quel Paese, imprigionando e uccidendo gli oppositori. Sono lontani i tempi dei turisti Venezuelani che si recavano in Florida forti del Bolivar (la moneta nazionale) per acquisti convenienti, visto che era valuta persino più forte del dollaro. L'attuale rapporto è invece 1 dollaro per 9.9875 Bolivar.

Questo degrado è stato reso possibile dallo sperpero infinito di risorse non solo per finanziare i rapporti con altri Paesi simili, ma anche a causa di continui interventi interni, dichiarati contro la povertà, ma che in verità sono stati lo stratagemma per accattivarsi le simpatie del popolo, al quale più che offrire lavoro, conseguenza di politiche di investimenti virtuose, si sono offerti regali in stile panem et circenses.

Gli italiani residenti in Venezuela sono davvero tantissimi, e nei tempi migliori sono stati il caposaldo più importante imprenditoriale di quella nazione, all'epoca davvero la più ricca del continente del sud. Tempo fa - mentre ero impegnato a Caracas con le organizzazioni anti Chavez - durante alcune riunioni con loro ho potuto rendermi conto personalmente del dramma che stanno vivendo le loro aziende, oramai collocate in un contesto economico rarefatto. Molti di loro, privi di prospettiva, vorrebbero tornare in Italia, ma non possono farlo. In effetti sono liberi di partire e ritrasferirsi nel loro Paese d'origine, ma è vietato vendere le loro proprietà e ricollocare i proventi in Stati diversi dal Venezuela. Così sono costretti a rimanere e a vedere le loro proprietà sfarinarsi progressivamente.

L'auspicio è che le autorità Italiane si occupino di loro; finora il presidente Gentiloni è stato in silenzio ma ci si aspetta che dica qualche parola, a favore di chi si batte per la democrazia, in mezzo a tanto sangue e repressione, e sulla condizione dei tanti nostri connazionali. Ma come attendersi manifestazioni di sdegno contro il regime venezuelano nell'italietta militante delle libertà civili, sociali e democratiche, che qualche anno fa accolse con fervore internazionalista l'applauditissimo Chavez a Milano, in un comizio grottesco durato 3 ore?

L'unica speranza è una presa di posizione forte da parte di Papa Francesco che dia conforto a quel popolo e lo inciti a resistere ai colpi della dittatura. Finora si è mostrato alquanto cauto, eppure dovrebbe sapere più di altri i danni gravi che il chavismo ha prodotto sinora. Guai che hanno riguardato anche la sua Argentino, la cui ex presidente Cristina Elisabeth Fernandez de Kirchner, era  una fervente seguace del "Caudillo rosso sudamericano".
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Polizia
ORRORE A FOGGIA

Violenta la figlia davanti alla nipotina

Arrestato il padre di 48 anni per i reati di violenza sessuale aggravata e atti persecutori
Banca Etruria
BANCA ETRURIA

Consob: "Taciute criticità ai risparmiatori"

Il vice dg della Consob Giuseppe D'Agostino in audizione alla commissione d'inchiesta sulle banche
LINKIN PARK

"One More Light Live", l'album in cui rivive Chester

Il 15 dicembre esce la nuova raccolta dedicata al cantante scomparso
Silvio Berlusconi
ENDORSEMENT A GENTILONI

Botta e risposta fra Lega e Berlusconi

Il Carroccio: "Non tradiremo gli elettori". La replica dell'ex Cav: "Lo prevede la Costituzione"
polizia somala
SOMALIA

Sangue a Mogadiscio: attentato in una scuola di polizia

Un uomo del gruppo al-Shabaab si è fatto saltare in aria: almeno 17 morti
La navetta Soyuz
MISSIONE VITA

Rientrata la Soyuz con a bordo Paolo Nespoli

La navetta è atterrata nella steppa del Kazakistan dopo 139 giorni nello spazio
Valeria Fedeli

La ministra

La ministra dell'Istruzione, in un'intervista al ‘Mattino’ di Napoli, ha annunciato che...
Il ministro Mohamed Taher Siala
MIGRANTI

Tripoli replica ad Amnesty: "Rapporto esagerato"

Il ministro libico degli Esteri: "L'Italia ci sta aiutando. Abusi? C'è una commissione al lavoro"