La liturgia vacanziera del 2020

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Paolo buttiglieri

La “timida estate” del 2020 è iniziata. Un clima surreale accompagna la liturgia vacanziera del bel paese. I viaggi stentano a decollare, timido è il flusso dei turisti, perlopiù italiani, nelle grandi città d’arte.
Si va alla scoperta del nostro Paese, i luoghi di montagna, le spiagge dell’intero stivale e delle isole. Le frontiere aperte agli stranieri, tempestivamente si chiudono al minimo accenno di pericolo di focolai.
L’allerta resta alta, si ipotizza di prolungare lo stato di emergenza. La “normalità” tarda ad arrivare. Nonostante ciò, siamo nel pieno clima rovente dell’estate.

“E la chiamano estate”, canzone dai toni nostalgici di Bruno Martino, sembra essere il vero tormentone che accompagna la “timida estate” italiana 2020. “E la chiamano estate, questa estate senza…” la spensieratezza nello stare insieme godendo del riposo e del tempo libero, i viaggi nei luoghi più sperduti del mondo.
Senza le grandi feste patronali, che segnano la vita e i ritmi del tempo dei borghi e dei paesi, che esaltano la bontà dei nostri prodotti agro-alimentari noti nel mondo.
Senza la kermesse musicale delle piazze d’Italia, gli stadi stracolmi di fans che acclamano i loro beniamini del passato e del presente.
Senza i grandi pellegrinaggi e le processioni, segno tangibile della religiosità popolare.

Il dato più allarmante: “molti preferiscono rimanere a casa”. Dopo il lockdown non trovano la forza di affrontare la realtà. Il disagio sociale causato da molteplici fattori e la paura del contagio blocca molti italiani. Il rifugio nel virtuale, utile durante la pandemia, ora può essere una pericolosa prigione.
Un gruppo di ricercatori guidati da Luciano Floridi (padre della filosofia dell’informazione), propongono l’Onlife Manifesto, disponibile liberamente in copyleft presso il sito di Springer: una serie di tesi sul modo in cui la tecnologia delle comunicazioni ha cambiato la nostra vita.
Le dicotomie fra reale e digitale o umano e macchina non sono più sostenibili in maniera nitida. Un mix di prudenza e paura, a cui si aggiunge la panacea tecnologica, che alimentano il tasso di “asocialità e aggressività”.

In The Human Condition, H. Arendt filosofa esistenzialista, evidenzia il primato della vita activa, fornendo indicazioni utili alla congiuntura sociale attuale.
“Con il termine vita activa, propongo di designare tre fondamentali attività umane: l’attività lavorativa, l’operare e l’agire”.
L’attività lavorativa, secondo la filosofa, rappresenta lo sviluppo biologico del corpo e assicura la sopravvivenza dell’individuo e della specie. L’operare è la prassi non assorbita dal ciclo vitale e che produce un “mondo artificiale”, distinto dal mondo naturale.
L’azione è la sola attività che mette in rapporto diretto gli uomini senza la mediazione di cose materiali. Ad agire sono sempre singoli uomini, chiamati ad una “inter-azione”. “Inter homines esse” diventa sinonimo di “vivere”.
L’uomo come una spontanea sorgente di libere iniziative, inizio di azioni creative, in un tempo cairologico. “L’azione come attività politica per eccellenza”. Ciò di cui necessità la nostra società in questa fase di ripresa.

La “contemplazione” è l’altro aspetto da potenziare durante l’estate, la “spiritualità” da ricercare immergendosi nella natura per risalire al Creatore.
“Bevi laddove beve il cavallo; il cavallo non berrà mai un’acqua sporca, propone Serafino di Sarov, monaco cristiano e mistico russo, considerato dalle Chiese ortodosse uno dei più importanti. Prepara il letto laddove si stende la gatta. Mangia il frutto mangiato dal vermiciattolo. Pianta l’albero laddove scava la talpa. Costruisci la casa laddove si scalda al sole la vipera. Scava un pozzo laddove gli uccelli si annidano quando fa caldo. Coricati e svegliati insieme alle galline, così il grano d’oro della giornata sarà tuo. Mangia più verdure e avrai gambe forti e cuore resistenti come di un animale robusto. Nuota più spesso e ti sentirai sulla terra come un pesce dentro l’acqua. Guarda più spesso il cielo e non i tuoi piedi, così i tuoi pensieri saranno chiari e leggeri. Taci di più e parla di meno e nella tua anima regnerà il silenzio e il tuo animo sarà pacifico e tranquillo”.

La “musica” ha un ruolo fondamentale nel percorso di spiritualità. La “spiritualità nella musica” è stata la costante e produttiva ricerca del maestro E. Morricone, nella sua trionfale carriera musicale. Ci piace sentire vibrare, vagando nei boschi in questa “timida estate”, nelle note universali di “The Mission Main Theme”, l’armonia del cosmo e la pace tra gli uomini.

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