SABATO 23 DICEMBRE 2017, 00:02, IN TERRIS

Una verità da "dire" e da "dare"

SALVATORE MARTINEZ
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La Natività di Lorenzo Lotto
La Natività di Lorenzo Lotto
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a gloria di Dio e la pace agli uomini sono tuttora e sempre saranno i due cardini intorno ai quali si orientano e si muovono i destini degli uomini. Una lezione che torna, puntuale, con il Natale di Gesù. A ben vedere, infatti, la gloria di Dio e la pace agli uomini – come cantano gli angeli nella notte santa – sono anche i doni supremi che il Natale di Gesù continua a portare alla storia umana. Accolti o rifiutati, sono “il sale” dell’incarnazione del Cristo.

La gloria di Dio è l’antidoto all’idolatria, al tentativo dell’uomo di darsi altri dèi o di farsi egli stesso dio. L’uomo, "metro di ogni cosa" (Protagora)  è sempre più tentato di adorare se stesso (egolatria), di fare di sé e delle proprie voglie il termine ultimo della realtà in cui vive, convinto che possa da solo, con le sue sole forze, veramente progredire e salvarsi.

Il Natale di Gesù ci aiuta a spostare decisamente e definitivamente il punto di osservazione: non la gloria dell’uomo, ma quella di Dio! È il Natale di Dio che si fa uomo, per cancellare ogni natale dell’uomo che si fa dio, per dire all’uomo che senza la gloria di Dio la vita umana è irrimediabilmente mutilata.

Pace agli uomini vuol dire pace interiore: dentro noi stessi, nelle coscienze, nei cuori; pace nelle famiglie.il Natale di Gesù è la festa dell’intimità ritrovata; pace sociale. Con questa festa si riscoprono i sentimenti di fratellanza, di giustizia, di concordia e si promette di essere finalmente più aperti al bene e solidali; pace fra le nazioni. In questo periodo ci si ricorda del monito divino “non uccidere”, così che alcune popolazioni in guerra si decidono a sospendere i conflitti.

In definitiva, il Natale è la Pace, perché "Gesù è la nostra pace" (Ef 2, 14). Egli viene a ricordarci che si può essere e vivere in pace se si è in pace con Dio. Natale, vera “festa della riconciliazione”, nella duplice direzione del cielo e della terra.

Il Cristo, che nel Natale si è fatto “carne”, rimane “carne” nell’Eucaristia. Un mistero. Sant’Agostino affermava: "Admirari possumus, investigare non possumus", cioè “si ammira come un prodigio, non si indaga come un fatto”.

Natale di Gesù, mistero che da tutti può essere “adorato”: lo adorarono gli angeli e i pastori; lo adorano i fedeli credenti sparsi in ogni angolo delle terra.

Adorando il Bambino Gesù vediamo il “corpo di Cristo” bruciare di passione e nella fede salutiamo la sua nascita in molte vite ridotte all’incredulità, all’impotenza, alla povertà e all’indigenza dalla corruzione e dalla sopraffazione che è nel mondo.

Ogni Natale di Gesù, in fondo, ristabilisce il primato dell’Eucaristia, del corpo vivente di Cristo che non conosce la corruzione mortale della carne: è "mistero di presenza senza fine" (cfr. Mt 28, 20).

Ed è questo il mistero che si svela dinanzi ai nostri occhi quando, prostrati, contempliamo l’inesauribile presenza di Dio che, con la Sua definitiva rivelazione nella storia, scandisce la “giovinezza” del mondo. Cirillonas, un poeta siro della fine del IV secolo, così pregava: "La tua nascita nella carne, avvenuta per amore della Chiesa, possa ancor oggi generare misericordia per le tue creature".

Carne innocente” è il corpo di Cristo; viscere di misericordia senza le quali il cuore del mondo sarebbe un inferno. La nascita di Cristo ci ricorda che l’affetto, la premura, la pietà, la protezione, la misericordia, la solidarietà, la giustizia di Dio si sono manifestate in mezzo agli uomini: tutto parla del Suo amore. Ci insegna ad essere “carne della sua carne”, cioè portatori della sua stessa sensibilità umana coniugata dallo Spirito Santo “alla divina”.

Come Gesù, anche noi dobbiamo sentire compassione per le sofferenze morali, spirituali, materiali di questo tempo e – alla maniera del Maestro – smuovere il Cielo per offrire una soluzione a quanti sono nel bisogno. Quanta tenerezza nel Figlio di Dio che ancora nasce in mezzo ai suoi e che nella presenza reale eucaristica può essere da tutti adorato! S. Bernardo di Chiaravalle scriveva in un suo inno: "Cercate tutti Gesù, cercate tutti il suo amore! Cercate ardentemente Gesù e, cercandolo, infiammatevi".

Vive e rivive il Natale nell’Eucaristia, sacramento d’amore che contempla, compone e compenetra in sé tutta l’umanità compassionevole del Dio fatto carne: nessuno è escluso dal Natale di Dio. 

Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito

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