Un Natale condiviso, oltre ogni confine

Foto di Anuja Tilj su Unsplash

Il Natale è, fra tutte le feste cristiane, quella che tradizionalmente viene associata al calore delle relazioni familiari. Guardando alla Sacra Famiglia, possiamo contemplare il modello ideale di tali relazioni, per conformarci ad esso. Sul piano umano, il Natale è anche l’occasione per incontrare persone che non vediamo spesso, per riallacciare qualche contatto che rischiava di venire meno, per scambiarci doni e auguri. È lecito chiedersi se questo calore, cristiano e umano, accomuni tutte le comunità cristiane.

L’ultima edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) richiama l’attenzione su una crisi spesso trascurata: l’attacco alla libertà religiosa. Nel periodo esaminato (gennaio 2023 – dicembre 2024) dal fronte ucraino alla martoriata Terra Santa, dalle nazioni afflitte dall’autoritarismo alle terre flagellate dal jihadismo, questo fondamentale diritto non è solo messo alla prova, ma rischia di essere eroso con crescente rapidità.

Secondo lo studio di ACS, oltre 5,4 miliardi di persone vivono in Paesi in cui questo diritto è gravemente compromesso. In 62 Stati si registrano violazioni sistematiche: 24 rientrano nella categoria più grave, quella di “persecuzione”, e 38 in quella di “discriminazione”. Nei Paesi in cui è attiva la persecuzione, le violazioni minacciano più di 4,1 miliardi di individui, e nel 75% dei casi la situazione è peggiorata.

I regimi autoritari rappresentano la principale minaccia alla libertà religiosa. Stati come Cina, Eritrea, Iran e Nicaragua impiegano leggi, sorveglianza e repressioni mirate per soffocare la vita religiosa. Parallelamente, la violenza jihadista si intensifica e destabilizza intere regioni, specie nel Sahel, dove gruppi armati tentano di affermare un “califfato” attraverso terrorismo e sottomissione delle popolazioni locali.

Il Rapporto evidenzia anche il ruolo devastante del nazionalismo religioso, che in Paesi come India e Myanmar alimenta discriminazioni sistematiche e “persecuzione ibrida”, fatta di leggi punitive e violenze di massa. Un’altra causa di violazione della libertà religiosa è l’attività della criminalità organizzata. In contesti in cui lo Stato ha perso il controllo effettivo del territorio, sono spesso i gruppi criminali a imporre limiti della vita religiosa, specie in America Latina.

Le violazioni aumentano anche nei Paesi occidentali. Nel 2023, in Francia si sono registrati circa 1.000 episodi anti-cristiani, in Grecia oltre 600 casi di vandalismo contro chiese. In Canada, tra il 2021 e l’inizio del 2024, 24 chiese sono state incendiate. Fenomeni simili sono stati segnalati anche in Spagna, Italia, Stati Uniti e Croazia: profanazioni di luoghi di culto, aggressioni al clero e interruzioni di celebrazioni religiose, spesso motivate da ostilità ideologica, attivismo militante o estremismo anti-religioso. In sintesi, 413 milioni di cristiani vivono in Paesi in cui la libertà religiosa è gravemente violata. Di questi, circa 220 milioni risiedono in nazioni in cui sono direttamente esposti a persecuzioni.

Per restituire un po’ di calore al Natale di questi nostri fratelli, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha lanciato la campagna natalizia per il Libano, la Siria e il Burkina Faso. In Libano non è afflitto dalla persecuzione ma da una profonda crisi politico-economica. Nella terra dei Cedri, visitata recentemente da Leone XIV, operano le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Suor Laurice Obeid, Figlia della Carità e Visitatrice del Vicino Oriente, si è rivolta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. «Le famiglie, avendo perso tutto — il loro lavoro, i risparmi in banca — non rie­scono più a pagare le rette scolastiche dei loro figli, né il materia­le e le altre spese, in particolare il trasporto. Da qui la necessità dell’aiuto […] affinché le nostre scuole restino aperte e possia­mo continuare la nostra missione». L’obiettivo di questo progetto è sostenere 18 scuole delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli in tutti i Gover­natorati del Libano per l’anno 2025-2026, con l’ausilio di borse di studio per 155 studenti delle famiglie più biso­gnose e integrazioni stipendiali per assicurare un reddito digni­toso a 195 docenti. Grazie a questa iniziativa potremo proteggere il fiore della gioventù cristiana libanese, che aspetta di sbocciare an­che in mezzo a tante rovine. Chiunque voglia sostenere questo progetto può farlo inviando un’offerta, grande o piccola, tramite la pagina https://sostieni.acs-italia.org/?o=459. Per informazioni sugli altri progetti invito a visitare il nostro sito https://acs-italia.org/.

Ringrazio di cuore chiunque voglia sostenere questi nostri fratelli oppressi. Un dono natalizio sosterrà la loro speranza, duramente provata, e arricchirà il nostro Natale di un significato cristiano più profondo.

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