Ue-Balcani occidentali: l’Italia come ponte e promotore strategico

Vertice Ue-Balcani occidentali. Foto © Alexandros Michailidis da Imagoeconomica.

I leader dell’UE e dei Balcani occidentali si riuniranno a Tivat, in Montenegro, il 5 giugno. Il vertice si svolge a sei mesi di distanza dall’ultimo vertice di Bruxelles, riaffermando la solidità delle relazioni dell’UE con i Balcani occidentali. Il vertice sarà presieduto dal presidente del Consiglio europeo e ospitato dal presidente del Montenegro. L’UE sarà rappresentata dal presidente del Consiglio europeo e dalla presidente della Commissione europea. Vi parteciperà anche l’alta rappresentante Kaja Kallas. Nel corso della colazione, i leader discuteranno dell’allargamento. Sarà un’opportunità per la UE di ribadire il suo impegno pieno e inequivocabile a favore della prospettiva di adesione alla UE dei Balcani occidentali. I leader dovrebbero valutare i progressi compiuti nella graduale integrazione di quell’area nella UE e le modalità per progredire ulteriormente, in particolare attraverso il piano di crescita per i Balcani occidentali. Esamineranno inoltre come affrontare le sfide comuni e rafforzare la sicurezza e la resilienza in un contesto geopolitico sempre più complesso.

Avviato nel 2023, il piano di crescita mira a incoraggiare una più rapida convergenza socioeconomica con la UE e la graduale integrazione nel mercato unico della UE, rafforzando l’integrazione economica dei partner, facendo progredire l’integrazione economica regionale tramite il mercato comune regionale incentivando le riforme connesse all’UE con l’erogazione di un importo fino a 6 miliardi di euro per riforme e investimenti. La UE è il partner principale e più affidabile dei Balcani occidentali, nonché il principale partner commerciale, investitore e donatore della regione. In un momento di crescente incertezza geopolitica e instabilità economica, i leader dovrebbero discutere di come aumentare la cooperazione in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa.

In particolare nei settori della sicurezza e della difesa, rafforzando le forze armate dei Balcani occidentali attraverso lo strumento europeo per la pace e aumentando la collaborazione tramite i partenariati e i dialoghi in materia di sicurezza e difesa. E poi c’ è anche il tema del potenziamento della resilienza nei confronti delle minacce informatiche e di altre minacce ibride, per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, anche attraverso l’Agenzia dell’UE per la cibersicurezza (ENISA), lo scudo europeo per la democrazia e il sistema di allarme rapido dell’UE contro la disinformazione.

L’Italia, all’interno di questo contesto, svolge un ruolo di ponte strategico e promotore principale all’interno dei vertici UE-Balcani occidentali. Considera l’integrazione di questi Paesi come un investimento vitale per la sicurezza nazionale e la stabilità economica, spingendo per accelerare l’adesione all’Unione Europea. Il suo operato diplomatico ed economico si articola su tre direttrici principali. Il primo capitolo riguarda la diplomazia e l’allargamento dell’area Ue. L’Italia porta avanti costantemente iniziative diplomatiche per far sì che l’integrazione balcanica rimanga tra le priorità assolute dell’agenda europea. Sostiene un processo basato sul principio meritocratico per scongiurare vuoti geopolitici.

L’altro fronte e quello della sicurezza e della stabilità. Dati i profondi legami culturali e la vicinanza geografica, Roma è in prima linea nel promuovere la cooperazione per la gestione dei flussi migratori e il contrasto ai traffici illegali nell’area adriatica. Infine la cooperazione economica. Le istituzioni italiane, tramite il coinvolgimento di attori come SACE e CDP, favoriscono gli investimenti delle piccole e medie imprese italiane nei Balcani in settori chiave come energia, infrastrutture e agroalimentare. Nei summit passati, come quello presieduto dalla presidenza del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sempre ribadito il proprio fermo sostegno al futuro europeo dei Balcani.

Il summit rappresenta una tappa chiave sul dossier Allargamento, che coinvolge anche Ucraina e Moldova e che sarà tra i temi prioritari del summit dei 27 del 18 e 19 giugno. Il vertice Ue- Balcani vede la presenza di buona parte dei leader europei: da Giorgia Meloni a Emmanuel Macron, da Friedrich Merz a Pedro Sanchez e Donald Tusk, fino all’olandese Rob Jetten, alla danese Mette Frederiksen e al cipriota Nikos Christodoulides, presidente di turno dell’Ue. Ovviamente presenti anche i vertici delle istituzioni comunitarie: il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola.

L’incontro giunge a poche ore dall’avvio dell’iter per l’apertura del “cluster 1” nei negoziati per l’adesione di Ucraina e Moldova. Il dossier, con l’arrivo di Peter Magyar alla guida dell’Ungheria, ha avuto una brusca accelerazione: Kiev sarà in qualche modo il convitato di pietra del vertice di Tivat, nel corso del quale verrà inoltre fatto il punto sui due Paesi balcanici più vicini all’ingresso nell’Unione, il Montenegro, Paese ospite, e l’Albania.

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