MERCOLEDÌ 08 LUGLIO 2015, 000:10, IN TERRIS

Stati Uniti d’Europa unica soluzione

AUTORE OSPITE
Stati Uniti d’Europa unica soluzione
Stati Uniti d’Europa unica soluzione
bonanni_okQuesta vicenda greca mette in risalto il punto fondamentale che manca nei rapporti del Vecchio Continente, ed è la costituzione degli Stati Uniti d’Europa come entità politica.  Dandosi un governo politico, potranno essere regolate tutte le disfunzioni democratiche e quindi economiche che ci sono nell’area europea, colmando un buco nero ormai evidentissimo.

Solo risolvendo la questione politica sarà possibile avere una Banca centrale europea sul modello della Federal Reserve. Solo un governo europeo voluto dal popolo potrà farci uscire da una situazione così precaria e fragile. Questo è ciò che il referendum greco, nei fatti, al di là della specificità della vicenda, mette all’ordine del giorno. Dobbiamo sperare che così finisca un’insipienza che tanto danno ha fatto e fa agli interessi popolari e alla cultura democratica su scala mondiale.

Uscire dall’Euro è un errore gravissimo per chiunque lo mediti o lo faccia; una follia non solo collettiva ma anche per le singole realtà. Per l’Italia ad esempio sarebbe esiziale; tornare alla lira vorrebbe dire pagare tutto più del doppio, e per chi ha esposizioni forti come i greci e gli italiani replicare il debito in un solo giorno. Però l’euro per stare in piedi deve avere una sua legittimità politica e una banca che prenda ordini non da oligarchie economico-tecnocratiche.

Se ci fosse una classe politica davvero coscienziosa e non impegnata solo a cavalcare l’onda, fondata su  questioni reali di interesse collettivo, coraggiosa, dovrebbe difendere l’Euro creando le condizioni per una politica comune. A dire il vero, mancano gli statisti che abbiano un tale respiro e un tale prestigio da tirare il carro anche dove al momento non conviene. Ci vorrebbe una classe politica lungimirante che non girasse col termometro della popolarità spicciola.

Se non ci sbrighiamo a capirlo sarà troppo tardi. I russi, per esempio, stanno lavorando per un accordo forte con Turchia, Grecia e Cipro, cosa che può anche mettere dura prova la stabilità della Nato con l’istallazione di una base navale russa nel cuore del Mediterraneo. Non sono solo iniziative di disturbo, ma conseguenze dell’incapacità dell’Europa di autoregolarsi.

Il governo Renzi, che oggi è solo impegnato a vedere tedeschi e francesi come referenti sulle questioni europee, deve far tornare l’Italia ad essere il luogo della diplomazia. Perché non chiedere che a Roma si faccia una vera e propria conferenza con tutti i soggetti? Se il premier volesse uscire da questo imbarazzante silenzio che sta portando allo svuotamento del ruolo storico di un grande Paese che ha sempre condiviso la gestione dei momenti salienti, questo deve fare: proporre un tavolo di confronto a nella Città eterna sul grande tema degli Stati Uniti d’Europa, facendosi capofila del cambiamento politico.

 

 
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Il Papa incontra Acr
AZIONE CATTOLICA RAGAZZI

Il Papa: "Fissate l'obiettivo sulle periferie"

Udienza del Pontefice ad Acr: "Siate buoni fotografi della realtà che vi circonda"
Il cardinale Camillo Ruini
BIOTESTAMENTO

Card. Ruini: “Così si apre all’eutanasia”

Il porporato intervistato su Repubblica
I coniugi Sherman
TORONTO

Trovato morto il "re" del farmaco generico

Le condoglianze del premier Trudeau
Paolo Gentiloni e Maria Elena Boschi in una foto d'archivio
BRUXELLES

Gentiloni difende il ministro Boschi

Il premier: "Ha chiarito, sarà candidata Pd"
Rahul Gandhi
INDIA

Rahul Gandhi è il leader del Partito del Congresso

Nipote di Indira, succede alla madre, l'italo-indiana Sonia
Il Muro del Pianto
GERUSALEMME

La Casa Bianca: "Il Muro del Pianto è parte di Israele"

Fonti dell'amministrazione: "Impensabile uno scenario diverso". Scontri e morti nella regione