Senza infrastrutture l'Italia non riparte

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La logistica traina l’economia lombarda ma potrà trainare anche quella italiana se verranno costruite le Infrastrutture di trasporto dalla TAV al Terzo Valico, alla nuova Diga Foranea a Genova e agli altri Corridoi ferroviari europei. Nella logistica lombarda c'è il 90% della occupazione a tempo indeterminato e con oltre il 59% diplomati e laureati. Un settore che cresce a un ritmo quadruplo rispetto agli altri settori. Tra il 2017 e il 2018 si è verificato un aumento di 0,3 punti mentre nei trasporti e nella logistica cresce dell’1,2%. Da sottolineare il livello di istruzione in questo campo che vede i diplomati al 49,8% mentre i laureati sono al 9%.

Se l’Italia, recuperando il tempo perduto negli ultimi anni, realizzerà gli investimenti in infrastrutture di trasporto necessari e renderà più competitivi i propri porti, aeroporti e interporti, oltre che il collegamento con l’Europa, potrà diventare il ponte logistico verso l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia con la creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro. Per raggiungere questo risultato occorre però che la logistica pubblica, dalle Autorità portuali alle Dogane alla Sanità Marittima migliorino decisamente i tempi e l'efficienza dei controlli alla merce.

Non so quanti posti di lavoro perderemo con l'evoluzione tecnologica nella manifattura ma è certo che se l’Italia punterà a giocare un ruolo nella connessione dei traffici turistici e commerciali del mercato mondiale, potrà avere nel turismo e nella logistica due grandi bacini di lavoro e di qualità. Il Governo e le forze politiche, dopo  la grande spinta delle piazze SITAV non hanno più alibi. Per un Paese all’ultimo posto in Europa per tasso di crescita, gli investimenti in infrastrutture di trasporto sono un driver di sviluppo importantissimo e non più rinviabile

 

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