L’Anno Santo e lo spirito del Natale

Natale giubilare come vocazione alla prossimità. La celebrazione del 25 dicembre quale commemorazione della nascita di Gesù è attestata per la prima volta nel cronografo romano del 354 d.C. Il calendario illustrato, composto a Roma negli ultimi mesi del 353 d.C. durante il papato di Liberio, potrebbe fare riferimento a un elenco di feste compilato nel 336 d.C. Dal Concilio Vaticano II all’Anno Santo (che si conclude il giorno dell’Epifania) il Magistero pontificio collega strettamente amore e speranza. Durante l’Avvento Leone XIV, visitando una scuola a Castel Gandolfo ha definito il Natale un “invito a proclamare pace e unità“. Infatti, sottolinea il Pontefice, “Dio ha voluto comunicare a tutti noi il dono dell’amore: questo è il Natale”. Da qui l’appello papale a “vedere la presenza di Dio soprattutto nei più piccoli”. Robert Francis Prevost ha partecipato allo spettacolo musicale con il quale i ragazzi hanno voluto augurare a tutti buon Natale. Ricordando che la vera ricchezza non si misura da ciò che si riceve, ma dalla pace che si riesce a generare dentro e intorno a sé. Dunque il Natale come testimonianza che “Dio ci ama e vuole stare con noi, donandoci speranza contro il pessimismo”.

Natale
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Le Sacre Scritture non dicono in che periodo dell’anno nacque Gesù. D’altra parte, la prima rappresentazione di un presepe, che inscenava la nascita di Cristo, venne realizzata da San Francesco d’Assisi nella notte di Natale del 1223 in una grotta vicino all’eremo francescano oggi noto come Santuario di Greccio o santuario del presepe, nel Lazio. Invece la tradizione di decorare un abete durante le festività natalizie proviene dal Nord Europa. Nei primissimi tempi la comunità cristiana non sembra aver conosciuto una festa della natività di Gesù. I Vangeli di Matteo e Luca, in cui è raccontata la nascita di Gesù, non forniscono indicazioni cronologiche precise, né gli Apostoli, né alcun membro della Chiesa apostolica ha mai celebrato la festa del Natale. Gesù nasce umile e povero nella mangiatoia, mostrando la via della tenerezza e della vicinanza di Dio. Il Natale chiama ad amarsi gli uni gli altri come fratelli, condividendo tempo ed energie con chi è solo e bisognoso. Il vero spirito del Natale è accogliere Dio che viene tra noi in Gesù, un Dio che si fa piccolo. Per “raggiungerci, ispirandoci a essere più umani, compassionevoli e solidali con chiunque, specialmente con i più deboli”. Riflettendo “la luce e la gioia di Cristo”. Ecco il lascito spirituale di Francesco che durante questo Anno Santo ha concluso la sua missione sul Soglio petrino.

Il presepe e l’albero di Natale in Piazza San Pietro, 15 dicembre 2025 (foto: Francesco Vitale)

È una festa gioiosa, quella del Natale, non solo perché celebra la nascita di un bambino. Ma perché celebra la venuta di un mediatore tra Dio e l’umanità. Gesù, ricorda Vatican news, con le sue nature sia umana che divina, è un ponte tra il cielo e la terra. E lo strumento, attraverso il proprio sacrificio, della redenzione dell’uomo. Sono diverse, nella storia, le interpretazioni che sono state date del Natale da un punto di vista teologico. Però la principale lettura che passa attraverso la lente d’ingrandimento della fede è che viene celebrato il massimo dono possibile che Dio fa all’uomo. Con la nascita terrena, Cristo si fa simile ad Adamo, cioè partecipa pienamente alla natura umana per poterla ricongiungere con quella divina. È proprio attraverso il passaggio di Gesù nel ventre di Maria che l’umanità viene salvata e santificata. Questo parallelismo tra la prima e la nuova creazione è particolarmente esaltato nella tradizione bizantina.

misericordia
credito: CARLO LANNUTTI

Il Giubileo 2025, iniziato il 24 dicembre 2024 (Vigilia di Natale) con l’apertura della Porta Santa di San Pietro, è l’Anno Santo della Speranza. Durerà fino al 6 gennaio 2026 e si concluderà con la chiusura della Porta Santa. Durante il Natale 2025, i pellegrini vivranno le ultime occasioni per attraversare le Porte Sante nelle quattro basiliche papali (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura). E per  partecipare agli eventi conclusivi che segnano la fine di questo Anno Santo. Con celebrazioni che si svolgono nel corso di tutto il mese di dicembre 2025.

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