San Marco Evangelista la cui festa ricorre il 25 aprile, nacque intorno all’anno 10 d.C. alcune fonti indicano una data compresa tra il 5 e il 15 d.C., ma non esiste una documentazione storica precisa che permetta di stabilire con certezza l’anno esatto. Per quanto riguarda il luogo di nascita, la tradizione lo colloca a Cirene, un’antica città della Libia. Egli era conosciuto originariamente con il nome ebraico di Giovanni, mentre Marco, era il suo nome latino o greco. Il doppio nome era una consuetudine comune, nel contesto culturale dell’epoca, è considerato l’autore del primo Vangelo.
Conosciamo poco delle origini della famiglia di Marco, sembra che fosse il figlio di Maria, la vedova proprietaria della casa presso l’Orto degli ulivi, che ospitò Gesù e gli Apostoli in occasione dell’Ultima Cena. mentre secondo alcune tradizioni sarebbe proprio Marco il ragazzino che seguì Gesù trascinato via, con addosso solo un lenzuolo. Ebreo di stirpe levitica, non sappiamo che lavoro faceva San Marco Evangelista prima di diventare missionario e poi autore del primo Vangelo. Come s’è detto, Marco era il suo nome da gentile, mentre il suo nome ebreo era Giovanni, con cui viene citato in altri passi degli Atti.
Gli storici e gli studiosi, ci dicono che il Vangelo venne scritto probabilmente a Roma intorno al 70 d.C., è il testo più antico tra i Vangeli, e anche il più breve. È composto da 16 capitoli e si focalizza in particolare sulla missione di Gesù, definito Figlio di Dio, e sulla difficoltà da parte dei discepoli a comprendere la Sua predicazione, in particolare le parabole e i miracoli. Il racconto di Marco comincia con il Battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista e si concentra soprattutto sull’ultima settimana della sua vita. Il contesto storico in cui Marco operò è quello dell’Impero Romano sotto i primi imperatori, tra cui Nerone (54-68).
In questo periodo, il cristianesimo era ancora una minoranza religiosa, spesso guardata con sospetto e talvolta perseguitata. Dopo l’incendio di Roma del 64 d.C., attribuito proprio da Nerone ai cristiani, si intensificarono le repressioni, creando un clima di paura ma anche di forte coesione tra i fedeli. È allora che forse, si inserisce la redazione del Vangelo di Marco, probabilmente scritto per sostenere la fede di una comunità provata dalle difficoltà. Secondo la tradizione, Marco viene spesso identificato con Giovanni Marco, così è citato infatti negli Atti degli Apostoli, fu collaboratore di figure centrali come Pietro e Paolo.
In particolare, è considerato interprete e discepolo di Pietro, dal quale avrebbe raccolto la testimonianza diretta sulla vita e l’insegnamento di Gesù. E’ Marco stesso, potremmo dire che inventa il titolo: quello che egli ha scritto in greco, è un “Vangelo”, una bella notizia, una buona notizia. L’opera di Marco, solleciterà Matteo e Luca a raccontare la vita di Gesù, e solo vent’anni più tardi, toccherà anche all’apostolo Giovanni scrivere un nuovo testo, sicuramente il più teologico e spirituale degli altri.
Il Vangelo di Marco, ritenuto il più antico, tra i quattro cosiddetti “canonici”, ha uno stile alquanto sobrio, immediato ed è rivolto, secondo gli studiosi, molto probabilmente ad una comunità cristiana proveniente dal mondo pagano, pertanto non ebrei, molto probabilmente residenti a Roma o comunque nell’ambiente dell’Impero Romano. E’ proprio in questo Vangelo, che vengono tradotte anche alcune parole dall’aramaico, la lingua parlata da Gesù, espressioni come “Talità kum” o “Eloi lemà sabactàni”, diventano così comprensive a tutti i lettori del Vangelo stesso.
In definitiva questo Vangelo è stato scritto essenzialmente per aiutare i cristiani, non ebrei, a comprendere Gesù, spiegandone il contesto ebraico, presentando la sua vita in modo diretto, proprio ad una comunità che non conosceva la Sacra Scrittura.
Secondo la tradizione cristiana, Marco Evangelista si trovava ad Alessandria d’Egitto perché lì svolgeva la sua attività missionaria, egli è considerato inoltre il fondatore della Chiesa di Alessandria, una delle prime e più influenti comunità cristiane, in particolare la Chiesa copta ortodossa, il Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria. Secondo la tradizione copta, Marco sarebbe stato il primo vescovo o patriarca di Alessandria, dando inizio a una successione apostolica che continua ancora oggi.
Non ci sono notizie certe riguardo alla morte. Secondo la “Legenda Aurea” scritta da Jacopo da Varazze (1230-1298) un frate domenicano vissuto nel XIII secolo, e altri cronachisti, Marco subì il martirio ad Alessandria d’Egitto, tra il 68 e il 72 e il suo corpo venne trascinato attraverso la città a più riprese.
Il corpo di Marco Evangelista è custodito a Venezia, nella celebre Basilica di San Marco. Secondo la tradizione, le reliquie furono portate a Venezia da due mercanti veneziani, che le avrebbero trafugate da Alessandria d’Egitto, dove il santo era stato sepolto dopo il martirio.
San Marco Evangelista si festeggia il 25 aprile perché, secondo la tradizione cristiana, in questo giorno dell’anno 68 d.C. subì il martirio ad Alessandria d’Egitto. La data è consacrata nel calendario liturgico per commemorare il Santo, che è anche patrono di Venezia, dove le sue reliquie furono traslate nell’828. Il simbolo di questo evangelista è il “leone”, è raffigurato con un’aureola sul capo e un libro tra le zampe, e in questa versione è da secoli il simbolo della città di Venezia.
Sul libro è impressa la scritta: “Pax tibi Marce evangelista meus”, vale a dire: “Pace a te, Marco mio evangelista”, parte della frase che secondo un’antichissima tradizione, un angelo in forma di leone alato avrebbe rivolto a Marco, approdato per caso nella laguna di Venezia, preannunciandogli il luogo in cui le sue spoglie avrebbero riposato un giorno: “Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum”, “Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo”.

