Come il Recovery plan sosterrà scuola e ricerca

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L’impianto generale Recovery Plan predisposto dal Governo italiano è articolato in 6 macro-missioni, vale a dire 6 aree di investimento:

  • digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (46,3 miliardi)
  • rivoluzione verde e transizione ecologica (69,8 miliardi)
  • infrastrutture per una mobilità sostenibile (31,9 miliardi)
  • istruzione e ricerca (28,4 miliardi)
  • inclusione e sociale (27,6 miliardi)
  • salute (19,7 miliardi)

Per accedere alle risorse del Recovery Fund, gli stati membri devono presentare le proposte dei Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) strutturate coerentemente con gli obiettivi del Green Deal e con le raccomandazioni specifiche per ogni paese espresse nel processo del semestre europeo.

Il termine ultimo per la presentazione dei PNRR a Bruxelles è fissato al 30 aprile 2021. Poi la Commissione UE valuterà i Piani di ciascun Paese e avrà a disposizione otto settimane. Una volta acquisita l’approvazione del Consiglio europeo, ci saranno altre quattro settimane per la definizione finale. Questo significa che le risorse europee saranno disponibili alla fine dell’estate e, se tutto dovesse andare secondo le previsioni, ci sarebbe un prefinanziamento del 13% che per l’Italia avrebbe un valore pari a  20 miliardi.

Pochi giorni fa, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è intervenuto al Senato per illustrare, in seno al Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza per la scuola, le iniziative messe in campo dal proprio dicastero.

“Non serve solo riqualificare gli ambienti scolastici, ma occorre ripensare la didattica e una scuola nuova” ha affermato il Ministro.

“Occorre investire maggiormente sul tema 0-6 anni e farlo diventare un problema nazionale. Al Sud la situazione è ancora più difficile rispetto a quella del Nord. Le nuove scuole meritano grande interesse. Un tempo una bella scuola era un lungo corridoio con porte chiuse. Non è più questa la scuola che vogliamo. Oggi vogliamo una scuola aperta, con spazi specifici. La ristrutturazione degli edifici è fondamentale. Il nostro è il Paese con il più alto tasso di dispersione in Europa, ma soprattutto quello con il più alto divario interno. In alcune aree interne del Sud, in particolare in Calabria, siamo al 33%” ha concluso.

Importantissimo dunque parlare di sostenibilità.

E per farlo il Ministro ha riferito sulle deleghe assegnate ai sottosegretari: Barbara Floridia ha avuto assegnato la delega a un grande piano di educazione alla sostenibilità. La sostenibilità diventa credibile solo e soltanto con una grande azione educativa, uno strumento per rendere credibile la trasformazione in corso. Rossano Sasso ha la delega alla disabilità e all’inclusione. In queste due cose c’è il perno della nostra azione”.

Analizzando il testo nel merito, emerge che alla missione “Istruzione e Ricerca” sono destinati 28,49  miliardi. Di questi 16,72 miliardi per il ‘Potenziamento delle competenze e diritto allo studio e 11,77 miliardi sullo snodo “Dalla ricerca all’impresa’.

La missione “Istruzione e ricerca” è divisa pertanto in queste due componenti ed è particolarmente protesa sulle generazioni future. Inoltre, mediante due obiettivi fondamentali, punta sui temi più importanti per rilanciare la crescita, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali:

  • garantire le competenze e le abilità necessarie per affrontare le sfide presenti e future, intervenendo sui percorsi scolastici e universitari degli studenti, sostenendo il diritto allo studio e accrescendo l’incentivo delle famiglie a investire nell’acquisizione di competenze avanzate da parte dei giovani;
  • rafforzare i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni.

La prima componente “Potenziamento delle competenze e diritto allo studio” è dedicata fondamentalmente al potenziamento della didattica. Si prevede un notevole sforzo per colmare il ritardo del Paese nelle strutture e nei servizi dedicati all’età prescolare (segmento 0-3 anni); iniziative per il contrasto alla povertà educativa e per la riduzione dei divari territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione, in particolare nel Mezzogiorno; interventi per la didattica digitale integrata, per le competenze STEM (ovvero nelle discipline scientifiche e tecnologiche) e per il multilinguismo, con un focus specifico sulla formazione delle donne.

La seconda componente “Dalla ricerca all’impresa” guarda alla ricerca di base, applicata, e al trasferimento tecnologico per rafforzare il sistema della ricerca lungo le diverse fasi della maturità tecnologica, agendo in maniera sistemica sulla leva degli investimenti in R&S. Una prima direttrice di intervento è rivolta al potenziamento della filiera di R&S attraverso grandi infrastrutture di ricerca, partenariati allargati per lo sviluppo di progetti di ricerca. Una seconda direttrice si focalizza sul potenziamento dei meccanismi di trasferimento tecnologico, incoraggiando – con partnership ed investimenti pubblici e privati – l’innovazione attraverso l’uso sistemico dei risultati della ricerca da parte del tessuto produttivo.

Interessa qui, in particolare, analizzare la pianificazione per la didattica digitale integrata e la formazione continua del personale scolastico (azione 7), che prevede la realizzazione di un sistema per lo sviluppo professionale continuo di tutto il personale della scuola (dirigenti, docenti e personale ATA) mediante interventi mirati in formazione per circa300.000 destinatari, sulla base di una rilevazione dei bisogni di aggiornamento del personale stesso. Il progetto prevede altresì la realizzazione di un sistema digitale che documenti le esperienze e la formazione (portfolio delle professionalità “Openbadge”), la realizzazione di un bilancio di competenze e le azioni formative di miglioramento.

E’ previsto il coinvolgimento in formazione di tutte le 8.000 scuole presenti sul territorio italiano. Il sistema digitale sofia.istruzione.it dovrà consentire il monitoraggio e la governance nazionale del progetto. Questo intervento beneficia anche delle risorse complementari per 400 milioni dai progetti PON e 140 milioni dagli stanziamenti della Legge di Bilancio.

Con un’ulteriore e specifica pianificazione (azione 8) si punta invece all’integrazione, nelle discipline curriculari, di attività, metodologie e contenuti idonei a sviluppare e rafforzare le competenze STEM (cioè nelle discipline scientifiche e tecnologiche) e di digitalizzazione e innovazione; ciò in tutti i gradi dell’istruzione, dall’infanzia alla secondaria di II grado, in un’ottica di piena interdisciplinarità e con particolare attenzione alle pari opportunità nell’approccio metodologico e nell’orientamento alle materie STEM. Il programma di sviluppo/potenziamento delle competenze prevede un’indispensabile collaborazione con le realtà produttive.

Con riferimento invece alle competenze multilinguistiche, l’intervento consta di azioni destinate sia agli alunni che ai docenti mediante un allargamento dei programmi di informazione e consulenza sui progetti Erasmus plus. In particolare, si prevede di attivare:

– corsi curricolari per la scuola dell’infanzia, extracurricolari per la primaria e la secondaria di primo grado e un periodo di studio all’estero per gli alunni della scuola secondaria di II grado (attraverso una iniziale erogazione di borse di studio);
– la mobilità in entrata di docenti stranieri;
– corsi di lingua e metodologia per docenti.

E’ prevista infine la realizzazione di un sistema di monitoraggio digitale delle competenze linguistiche del nostro paese anche con la collaborazione dei relativi enti certificatori.

L’intervento è finanziato con 1,1 miliardi di euro, a cui si aggiungono ulteriori 250 milioni derivanti dai progetti PON.

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