Combattere uno stigma che non ha motivo di esistere. Rafforzare la prevenzione e il controllo del proprio stato di salute. Sapendo che oggi ci sono tutte le condizioni per condurre una vita assolutamente normale. Le infezioni da HIV si portano dietro retaggi culturali capaci di alimentare paure che è possibile debellare. I numeri statistici parlano di una certa stabilità per quanto riguarda le nuove infezioni contratte di HIV (presenza del virus che porta all’Aids) e dei casi specifici di AIDS (malattia conclamata).
Se da una parte il supporto scientifico ha fatto passi da gigante nell’ambito dell’approccio terapeutico, a preoccupare sono altri fattori. Registriamo un continuo aumento di persone che scoprono di avere contratto il virus già in una fase avanzata. Questo è un dato molto preoccupante che sottolinea il fatto che si accede al test HIV solo per la presenza di sintomi della sua possibile presenza e non nell’ottica della prevenzione. Prevenzione che resta una delle armi fondamentali per la lotta alle infezioni da HIV. Su questo abbiamo a disposizione basi scientifiche importanti che ci confortano e ci aiutano a pensare che veramente questa infezione possa essere sconfitta.
A disposizione ci sono tantissimi modi. La strada più semplice resta quella dell’uso del preservativo durante i rapporti. È l’alleato più forte e sicuro ma è una pratica che tra i più giovani non è utilizzata come dovrebbe, lasciando il campo a possibili rischi. Poi la scienza ci ha aiutato andando a trovare altre strategie con alcune terapie specifiche come le prep antivirale. Si tratta di una terapia antivirale per persone HIV-negative ad alto rischio che previene l’infezione da HIV e che viene assunta, attraverso una compressa, prima del rapporto. Ha una efficacia del 97% nelle persone ad alto rischio nel caso soprattutto di un’alta frequenza di rapporti sessuali. I risultati registrati dal suo utilizzo sono eccezionali in tantissime realtà mondiali e anche in Italia. Soprattutto nelle grandi città si sta diffondendo come forma di prevenzione.
Assolutamente sì. Questo ci consente, nel caso di un risultato positivo, di iniziare subito la terapia antivirale che funziona e che consente di evitare tutte le complicanze che si presentano quando la malattia è già in fase avanzata. Ricordiamo che stiamo parlando di una malattia che se non trattata può portare anche alla morte. Scoprire precocemente l’infezione serve ad azzerare la carica virale e a rendere il soggetto non contagioso. E questo ha un significato molto importante: la persona con HIV non sarà più in grado di contagiare e quindi si blocca la trasmissione del virus. Non deve esserci paura nell’avvicinarsi al test e farlo è veramente un’arma importante per proteggerci e proteggere le altre persone. Il test HIV dovrebbe entrare nel pacchetto preventivo che viene offerto al cittadino come tutti gli screening oncologici per l’importanza enorme che ha la tempestiva scoperta della sua presenza. Il test spesso non si fa per paura, per disinformazione e per timore di uno stigma che non deve avere motivo di esistere e che si porta dietro la paura di avere una negativa identificazione.
La legislazione italiana aiuta e promuove la prevenzione. Abbiamo una legge del 1990 che rende gratuito per tutti il test e la possibilità di farlo in anonimato e nel pieno rispetto della privacy. Può essere fatto in tanti centri con accesso diretto senza appuntamento. La risposta è praticamente immediata. Insomma, il sistema offre tutte le condizioni per stare tranquilli. La verità è che l’Aids fa ancora molta paura e questo ostacola l’accesso alle cure e alla prevenzione.
Oggi abbiamo a disposizione terapie efficaci nel caso in cui si dovesse riscontrare la presenza del virus HIV, bloccandolo e riportando indietro i processi iniziati con l’infezione annullando così la possibilità dell’arrivo dell’AIDS. Cure che garantiscono una vita assolutamente normale. Ma prima si inizia con i controlli e meglio è ovviamente. Si tratta di terapie molto ben tollerate, compatte, che azzerano la carica virale nel sangue. Molti dei pazienti assumono una compressa al giorno che li protegge dall’infezione potendo condurre una vita normale, potendo avere dei figli senza trasmettere l’infezione e avere rapporti sessuali senza nessun timore. Le terapie a disposizione bloccano la contagiosità e la conseguente evoluzione della malattia. Poi ci sono nuove terapie che vengono effettuate con punture intramuscolo ogni due mesi. Anche in questo caso i risultati sono importanti. Allo studio ci sono poi farmaci da prendere addirittura ogni sei mesi. Insomma, la scienza c’è.
I progressi sono stati enormi dal 1981. Purtroppo quello che resta invariato è lo stigma intorno a questa malattia fatto ancora di atteggiamenti negativi, pregiudizi, etichette che fanno di una persona contagiata dal virus socialmente inaccettabile. Il passaggio alla discriminazione resta un pericolo non di poco conto. Per questo motivo deve agire con una continua informazione. Si tratta di una malattia come le altre e in individuo non c’è nessuna colpa nel suo contagio. Questo concetto deve passare capendo che con lo stigma non si combatte nulla. Le persone affette da HIV che sono in trattamento e hanno una carica virale non rilevabile non possono trasmettere il virus ai loro partner sessuali. Una persona che vive con l’HIV e ha la carica virale azzerata dalla terapia stessa è una persona che non può più contagiare il virus. Questo significa che una persona che fa una terapia antiretrovirale può avere rapporti liberi senza pericolo di contagiare il partner, può partorire naturalmente senza contagiare il nascituro, può vivere una vita normale.
Prof.ssa Miriam Lichtner è Direttore UOC Malattie Infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma

