Potere di acquisto e insicurezza: così calano i consumi di Natale

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Secondo una ricerca del Censis, si prevede un forte calo dei consumi nel periodo natalizio. I consumi di Natale negli ultimi anni, anche a causa della recessione che ci fu nel 2008 e che si trascinò fino al 2018-2019 erano già diminuiti. C’è stata anche anche una modifica agli acquisti anche in termini di qualità e di caratterizzazione. Non solo sono scesi, ma si sono spostati su prodotti agroalimentari e su prodotti non inutili.

E’ pleonastico aggiungere che questo Natale sarà un vero e proprio dramma per quanto riguarda i consumi: potere di acquisto innanzitutto, perché molti sono o disoccupati, o in cassa integrazione, o hanno perso il lavoro. La capacità di acquisto diminuisce moltissimo.

Secondo, non c’è gioia e spensieratezza ma c’è una sorta di preoccupazione, di incapacità di vedere la prospettiva, di insicurezza. Tutti elementi che fanno diminuire le spese natalizie. Si va ad aggiungere la chiusura, almeno fino al 3 dicembre prossimo in base alle norme dell’ultimo Dpcm, dei centri commerciali nei fine settimana.

Inoltre, a causa di questa sicurezza, gli italiani spendono meno e sono aumentati molto, secondo dati dell’Associazione bancaria italiana, le quantità di denaro nei conti corrente nelle banche. Un altro elemento della riduzione della circolazione di contante, ma anche dei pagamenti con bancomat e carte di credito e di debito.

Una ripresa dei consumi è prevista per il 2021. Quest’anno verrà chiuso con un Prodotto interno lordo del -10%; per il prossimo anno si prevede un +4% circa, non si riesce a recuperare sul 2020.

L’unico dei settori che non calerà, ma che forse subirà un incremento è quello dell’agroalimentare, riferito ai consumi delle famiglie. Tutti gli altri consumi saranno disastrati completamente. Si potrà pensare a una ripresa solo quando ci sarà una fuoriuscita o comunque una condizione sanitaria completamente diversa da quella che adesso stiamo vivendo.

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