SABATO 07 SETTEMBRE 2019, 00:02, IN TERRIS

Per non dimenticare Eluana

GIACOMO GALEAZZI
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on sono solo i cattolici, ma tutte le persone attente ai temi eticamente sensibili, ad auspicare che il cammino del nuovo governo non inizi con una legge fortemente divisiva come quella sull’eutanasia. Sono passati dieci anni, ma per chi ha seguito e sofferto quella tragica vicenda il ricordo non è mai sfumato. Eluana Englaro morì a 39 anni dopo 17 vissuti in stato vegetativo in seguito a un incidente stradale e la sera del 9 febbraio smise di respirare mentre in Senato si discuteva di fermare l’epilogo decretato dai giudici con l'interruzione dell'alimentazione forzata. E’ passato un decennio e in Commissione Affari Sociali è incardinata la proposta di legge sull'eutanasia e il suicidio assistito, il cui destino è stato però già segnato dalla mancanza di accordo politico.

Su spinta della Consulta, che aveva invitato il Parlamento a colmare il vuoto normativo, alla Camera si è tentata una mediazione tra le diverse sensibilità e posizioni, ma non si è mai arrivati a un testo base, tanto che lo stesso presidente Roberto Fico, prendendo atto del fallimento, ha eliminato l'eutanasia dal calendario dei lavori dell'aula di settembre. Significativamente il leader dei vescovi, il cardinale Gualtiero Bassetti ha deciso di intervenire in prima persona sul suicidio assistito e per mercoledì a Roma ha convocato al Centro Congressi della Cei un evento pubblico sul tema “Eutanasia e suicidio assistito. Quale dignità della morte e del morire?”.

L’incontro è promosso dal tavolo Famiglia e Vita che alla Cei, riunisce psicologi e psichiatri cattolici, medici cattolici, Forum delle famiglie, Forum Sociosanitario, Movimento per la Vita e Associazione Scienza e Vita. A indicare la via è stato papa Francesco nell'udienza all'Aiom, l'associazione di Oncologia medica. La pratica dell'eutanasia non è una scelta di “libertà personale”, bensì discende da “una visione utilitaristica della persona”, che “può essere equiparata a un costo” e diventare così “uno scarto”. In realtà l’idea della “buona morte” è un inganno. L’eutanasia è divenuta legale già in diversi Stati. Prima o poi in Italia si dovrà rispondere alla richiesta della Consulta di legiferare sul tema e in vista di prossimi dibattiti sul “fine vita”, la Chiesa contrappone all’eutanasia le cure palliative. “La pratica dell'eutanasia solo apparentemente si propone di incentivare la libertà personale - avverte il Pontefice -. In realtà essa si basa su una visione utilitaristica della persona, la quale diventa inutile o può essere equiparata a un costo, se dal punto di vista medico non ha speranze di miglioramento o non può più evitare il dolore”. E la tecnologia non è a servizio dell'uomo “quando lo riduce a una cosa, quando distingue tra chi merita ancora di essere curato e chi invece no, perché è considerato solo un peso, e a volte anzi uno scarto”. Al contrario dell'eutanasia, secondo papa Francesco, “l'impegno nell'accompagnare il malato e i suoi cari in tutte le fasi del decorso, tentando di alleviarne le sofferenze mediante la palliazione, oppure offrendo un ambiente familiare negli hospice, sempre più numerosi, contribuisce a creare una cultura e delle prassi più attente al valore di ogni persona”.

Nel dibattito pubblico ogni credente dovrebbe auspicare una concertazione che impedisca strappi estremistici. Il Congresso mondiale delle famiglie ha avviato una campagna nazionale contro l'eutanasia e il suicidio assistito perché “il rischio che il nuovo esecutivo rosso-giallo calpesti il diritto alla vita e all'autentica autodeterminazione è molto alto e ad essere esposti saranno i più deboli come anziani, malati, giovani”. Al contrario, per la segretaria radicale Silvja Manzi la nascita del secondo governo Conte, con la nuova conseguente maggioranza parlamentare che lo sostiene, deve arrivare a una regolamentazione dell'eutanasia che “farebbe fare un passo in avanti sulla libera scelta nel fine vita, come sollecitato dalla Corte costituzionale”. Ricordare la tragedia di Eluana Englaro servirà ad evitare pericolose derive contrarie alla salvaguardia della vita dal concepimento al suo termine naturale.

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