Passione di Gesù: brano in cui tutti noi siamo presenti come i discepoli

Foto di david diaz da Pixabay

La liturgia della Parola della domenica delle Palme, dopo l’accoglienza festosa di Gesù a Gerusalemme, ci presenta la lettura della Passione di Gesù, un brano in cui siamo presenti tutti noi, con la nostra incredulità o paura, come i discepoli. Ma è proprio riconoscere la nostra povertà che genera la Salvezza, come ascolteremo, perché l’umanità si unisce alla Regalità di Cristo, come scrive San Leone Magno “sebbene il Signore Gesù abbia veramente patito a causa della nostra debolezza e veramente sia morto, tuttavia non si privò della sua gloria fino al punto da non operare come Dio tra gli oltraggi della passione” (Leone Magno, Sermo 39, Sulla passione del Signore I).

Gesù sa già tutto, sa che tutti lo lasceranno solo. Anche Pietro, che rinnega non solo di essere suo discepolo ma anche di conoscerlo! Sarà lo sguardo di Gesù che sale al Calvario ad aiutarlo, uno sguardo d’Amore. Pietro in quel momento si renderà conto della sua vigliaccheria. E piangerà, per aver tradito non solo l’amico e il maestro, ma per aver rinnegato l’Amore. Un pianto che lo guarirà, come per noi, quando ci accorgiamo di aver sprecato la cosa più preziosa che avevamo: l’amore di Cristo. Non abbiamo saputo riconoscerne la bellezza, per paura, come Pietro, oppure per mancanza di Sapienza.

Giuda, non è peggio di Pietro. Sono tutti e due dei traditori. Ma Giuda non sa piangere: quando capisce la sua grettezza, la sua malvagità lo divora. Ed è la sua ricerca di giustizia, che lo aveva spinto a tradire, che lo condannerà. Ma c’è anche il “buon ladrone” che con la vicinanza di Cristo crocifisso si converte, riconosce i suoi peccati, chiede perdono e Cristo lo porta con lui in Paradiso. Potessimo anche come il Buon Ladrone noi riconoscere i nostri tradimenti, per poter come lui chiedere perdono per tutte le volte che abbiamo rinnegato Cristo e come Pietro, e versare le nostre lacrime, lacrime che guariscono, che ci ricostruiscono nel profondo.

Chiediamo la Grazia di poter piangere sui nostri tradimenti, per tutte le volte che non abbiamo saputo riconoscere l’Amore, per averlo tradito per scegliere i nostri interessi, averlo rinnegato per paura di perdere cose da nulla o per paura, come Pietro. Cristo è pronto ad accoglierci, a donarci il Suo perdono.

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