Ogni anno, il lunedì dopo la Pentecoste, la Chiesa Cattolica celebra la Festa della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa. Il giorno di Pentecoste, che segna la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, è un momento cruciale per la Chiesa, poiché rappresenta la sua nascita e l’inizio della missione evangelizzatrice. Maria, presente con gli apostoli durante questo evento, viene così ricordata il giorno successivo per evidenziare il suo ruolo materno nella nascita della Chiesa.
Questa ricorrenza, relativamente recente nel calendario liturgico universale, istituita il 3 marzo del 2018 da Papa Francesco sottolinea il profondo legame tra Maria e la Chiesa, riconoscendo il suo ruolo fondamentale come madre e guida spirituale per tutti i fedeli. Il titolo di “Madre della Chiesa” ha radici antiche, ma la sua affermazione più solenne è avvenuta durante il Concilio vaticano II.
Fu Papa Paolo VI (1963-1978) a proclamare ufficialmente Maria “Madre della Chiesa” il 21 novembre 1964, durante la chiusura della terza sessione del Concilio. Questa proclamazione non fu un atto isolato, ma una riflessione teologica che riconosceva il ruolo di Maria non solo come Madre di Cristo, ma anche, in virtù della sua unione indissolubile con Lui, come Madre di tutti i redenti.
Durante l’udienza generale del 18 novembre 1964 Paolo VI annunciò che sarebbe stato riconosciuto a Maria il titolo di “Mater Ecclesiae”, con le seguenti parole: “A gloria dunque della Vergine e a nostro conforto, Noi proclamiamo Maria Santissima Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli come dei Pastori, che la chiamano Madre amorosissima; e vogliamo che con tale titolo soavissimo d’ora innanzi la Vergine venga ancor di più onorata ed invocata da tutto il popolo cristiano”. La sua maternità, in questo senso, si estende all’intero Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa.
Sempre sotto il pontificato di Paolo VI fu approvata nel ’73 la Messa votiva “De Sancta Maria Ecclesiae Mater”, che due anni più tardi venne inserita nell’ Editio altera del Messale Romano. La celebrazione fu poi iscritta nel Calendario proprio di alcuni Paesi, come la Polonia e l’Argentina, che ottennero di poterla fissare al Lunedì di Pentecoste.
La decisione di Papa Francesco di elevare questa memoria al rango di festa obbligatoria per tutta la Chiesa è stata motivata dal desiderio di incoraggiare la pietà mariana e di sottolineare l’importanza del ruolo di Maria nel mistero della salvezza e nella vita della Chiesa.
Il decreto che la istituiva, in data 11 febbraio 2018 e pubblicato il 3 marzo, nel 160° anniversario della prima apparizione della Madonna a Lourdes, e firmato dal Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, diceva: “Questa celebrazione – scrive Sarah nel decreto – ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti”. E’ importante riconoscere come la presenza di Maria sia un incoraggiamento per tutti i fedeli a confidare nella sua intercessione e nel suo amore materno.
Nel 1980 Giovanni Paolo II (1978-2005) inserì il titolo mariano nelle Litanie Lauretane, la Chiesa sottolineò ulteriormente l’importanza di Maria nella vita quotidiana dei fedeli. Questo titolo venne inserito tra le invocazioni per rimarcare la sua funzione materna e protettiva. C’è da aggiungere che dal 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata del 1981, l’immagine di Maria “Mater Ecclesia”, opera dei maestri dello studio del Mosaico Vaticano, è visibile sulla facciata del Palazzo Apostolico in piazza San Pietro.

