Il legame tra pace e ambiente torni ad essere forte e saldo

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Tutela della pace e salvaguardia dell’ambiente sono temi importantissimi e non possono essere disgiunti. Già Paolo VI, nel 1970, in occasione del venticinquesimo anniversario della Fao, aveva sottolineato che “l’urgenza e la necessità di un cambiamento quasi radicale nel comportamento dell’umanità, se vuole assicurare la sua sopravvivenza”. Questo lungimirante messaggio, pronunciato più di mezzo secolo fa, simboleggiava la presa di coscienza dell’importanza della salvaguardia dell’ambiente quale bene comune, da parte della Chiesa. Oggi, tutto ciò, deve risuonare nelle nostre coscienze con rinnovato slancio: a causa dei cambiamenti climatici e dei conflitti fratricidi causati dall’uomo, l’intera umanità, è sempre più in pericolo. La pace, la giustizia sociale ed ecologica, in questa difficile fase storica, devono procedere di pari passo. In qualità di cristiani non possiamo rimanere in silenzio ed abbiamo il dovere di promuovere il dialogo tra i popoli e le nazioni per garantire un futuro di fraternità in cui, ognuno, possa vivere in armonia con il proprio vicino e con la Terra.

Il legame tra pace e ambiente deve tornare ad essere forte e saldo facendo sì che, con nuova linfa, si torni a parlare ogni giorno della necessità di una coscienza ecologica. In altre parole, soprattutto tra le giovani generazioni, si deve trovare spazio per un modo di vita più etico in cui, la salvaguardia del Creato, deve trovare concreta attuazione in comunità più sostenibili, dal punto di vista sociale e ambientale, come potrebbero essere le cosiddette “Cer”, ovvero le “Comunità Energetiche Rinnovabili”. Gli adulti, ma soprattutto coloro che svolgono ruoli di indirizzo, devono creare i presupposti per la realizzazione di un futuro più equo, incardinato nei valori supremi della pace e della sostenibilità a lungo termine. Ce lo chiedono i nostri figli ed è un dovere da cui non possiamo abdicare.