Se a qualcuno fosse restata ancora qualche perplessità sulla “presenza dello Spirito Santo” nel Conclave, l’elezione di Papa Leone XIV avrà certamente tolto ogni dubbio. Il Cardinale Robert Francis Prevost, sconosciuto ai più, è asceso infatti al soglio pontificio smentendo qualsiasi previsione a favore di candidati molto più “accreditati” nelle previsioni dai media. Il Santo Padre Prevost ha molte caratteristiche, per certi versi, uniche: è il primo Papa statunitense e con doppia cittadinanza, anche peruviana, è il primo Pontefice Agostiniano e il secondo Papa col nome di “Leone”; missionario in Perù, oltre all’inglese, parla correntemente lo spagnolo, l’italiano, il francese e il portoghese.
Già nella sua prima apparizione dalla Loggia esterna della Benedizione della Basilica di S. Pietro Papa Leone XIV, è tornato ad indossare, a differenza di Papa Francesco, la mozzetta rossa che richiama il ruolo di pastore supremo della Chiesa e la croce pettorale d’oro, anch’essa emblema pontificio e simbolo di autorità pastorale, oltre alla stola pontificia indossata già da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI al momento della loro presentazione al mondo.
Nel suo discorso rivolto ad una piazza S. Pietro gremita di fedeli, ha esordito “la pace sia con voi” e ha proseguito questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante”, ripetendo per ben nove volte la parola pace.
Dire con certezza quale sarà la sua linea pastorale è forse cosa azzardata, si possono solo fare ipotesi su quelle che saranno le linee guida di riferimento del suo pontificato attraverso alcuni segni che ha dato fin dal suo insediamento e su alcune sue affermazioni riguardo la bioetica espresse nella sua vita cardinalizia.
In ambito sociale, essendo stato missionario in Perù, seguirà molto probabilmente sia la strada dell’accoglienza e amore per i poveri, segnata da Papa Francesco seppur con qualche differenza, sia il rispetto ambientale. Su quello dottrinale proporrà una maggiore fermezza col ritorno ad una Chiesa salda nella dottrina come già, da Cardinale, testimoniato nel campo della bioetica attraverso l’opposizione all’aborto “Se accettiamo che una madre possa uccidere il proprio figlio, come possiamo dire agli altri che non si uccide”, e all’eutanasia.
Pur non mostrandosi contrario all’aumento del numero nei dicasteri, nell’ottobre 2023, è intervenuto sulla problematica dell’accesso delle donne agli ordini sacri, ribadendo la posizione di contrarietà del Magistero in nome della Tradizione apostolica, e aggiungendo che la “clericalizzazione delle donne”, “non risolve necessariamente un problema, ma potrebbe crearne di nuovi”.
Nell’attuale contesto sociale occuperà posizione urgente e di rilievo il tema delle guerre Ucraina, dove è sembrato fare da subito una distinzione tra “invaso e invasore”, e palestinese esortando, con l’uso di un linguaggio non aggressivo, gli organi di stampa a “disarmare le parole per disarmare la terra”.
Perché proprio questo è il punto, per disarmare la terra e porre fine alle innumerevoli guerre in corso, bisogna tornare a quei principi di solidarietà, sussidiarietà, tolleranza e prossimità, che soli possono “salvare l’attuale mondo, per certi versi delirante, dove si è tornati alla legge del più forte, come affermava Trasimaco nel 427 a.C. “la giustizia si basa sull’utile del più forte, non su principi morali universali”.
In realtà in un contesto come quello attuale, dove quotidianamente avvengono stupri e omicidi prevalentemente tra i giovani, viene da chiedersi cosa stia succedendo in questa società dove gli insegnanti hanno “paura” di insegnare, i genitori di “educare”, le parrocchie di “intervenire”, la politica di “agire”.
È indubbio che la società nella quale oggi viviamo attraversa un momento di grave crisi dove sembrano essere scomparsi quei valori fondamentali quali l’etica, il rispetto ed i principi educazionali, dove assistiamo ad abominevoli reati spesso consumati all’interno delle mura domestiche quali il femminicidio, la pedofilia, la pedo-pornografia.
La famiglia tradizionale è stata sostituita da moderne convivenze dove i figli vedono sovrapporsi nuove figure genitoriali che tendono a destabilizzare il loro equilibrio, la famiglia non rappresenta più infatti il porto sicuro nel quale rifugiarsi, è diventata vulnerabile, concede tutto su un falso concetto d’amore e buona genitorialità per supplire spesso alle proprie manchevolezze.
Queste sono le sfide che dovrà affrontare il Santo Padre, sfide internazionali, problematiche etiche, riassetto organizzativo della Curia; notoriamente umile e dotato di grande capacità di ascolto, Leone XIV sarà in ogni caso il papa del dialogo e dell’accoglienza, sarà soprattutto un Padre per i credenti, fedele alle parole di S. Agostino “Vobis enim sum episcopus, vobiscum sum christianus, “con voi sono cristiano e per voi Vescovo”. (Sermone 340, 1).

