Le perle preziose dell’umanità

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ramondaUn giorno l’imperatore chiede a Lorenzo, diacono, di portargli i tesori della Chiesa, pensando gli ritornassero dei denari. Ma l’uomo di Dio si allontana e ritorna dopo un po’ con una schiera di poveri dicendo: «Questi sono il tesoro della Chiesa». Quante pietre scartate, messe da parte, perché cenciose, sono le perle preziose dell’umanità. Quante creature generalmente rigettate sono la base portante su cui si può ricostruire la società del gratuito.

Mario, a causa di un incidente stradale, è rimasto in sedia a rotelle dall’età di venti anni. Oggi è da circa trenta anni papà che rigenera nell’amore tanti figli con varie sofferenze. Non si è pianto addosso sulla sua disabilità, ma ha scelto di diventare educatore dei giovani attraverso la condivisione con i più poveri.
Carla, per una malattia degenerativa, da piccola è costretta ad una vita considerata vegetale, permanentemente allettata. Anche lei è diventata discepola di Cristo, come mani alzate fatte preghiera per il bene dell’umanità. Dalla sua stanza, coricata, raggiunge il mondo e prega incessantemente per il dono della pace.

Penso alle persone con sindrome di Down, bambini e adulti, che vivono nelle famiglie della Comunità Papa Giovanni XXIII, e rallegrano con la loro affabilità, cocciutaggine, voglia di vivere gli ambienti che frequentano, la scuola, le realtà lavorative, le assemblee di preghiera, con quella dolcezza che smuove i cuori più duri, una capacità di affetto sincero che fa bene a chi le incontra. Penso ai bimbi di ogni latitudine, nazionalità, colore, ai neonati che ci riportano al bisogno grande di essere accuditi e amati con una dedizione totale, che smuovono attorno sé i genitori, i nonni, persone che si dedicano con assiduità e amore alla loro crescita.

Il mondo in realtà procede per queste pietre fragili, molte volte scartate ma che hanno un ruolo insostituibile nel ricomporre una società dilaniata, disintegrata, violenta, affamata di potere. Le membra più deboli sono le più necessarie e vanno trattate con maggiore onore.  L’unità del genere umano ritornerà ripartendo dagli ultimi, che sono il segno drammatico di una società basata sul profitto, disgregata dal suo sapere narcisistico.  L’uomo nuovo, Cristo Gesù, ci porta a rimettere al centro la persona, con la sua dignità, la sua bellezza e necessità di relazione. Il suo amore per i piccoli e i poveri, la sua opzione preferenziale per chi è sofferente e per chi non se la cava da solo, è misura di una pedagogia che riporta la verità di Dio sull’uomo. È aprendoci alla condivisione che nasceranno cieli e terre nuove.

Giovanni Ramonda
Responsabile Generale Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
fondata da don Oreste Benzi

 

 

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