La vita consacrata: un dono di Dio alla Chiesa e al mondo

Ogni due febbraio si celebra la “Giornata della Vita Consacrata”,  istituita da San Giovanni Paolo II nel 1997, questa ricorrenza coincide con la festa liturgica della Presentazione del Signore al Tempio, popolarmente conosciuta come la “Candelora“. Questa giornata è dedicata a tutte le persone che hanno scelto di consacrare la propria vita a Dio attraverso i voti di povertà, castità e obbedienza, all’interno di ordini religiosi, congregazioni, istituti secolari e forme di vita consacrata presenti nella Chiesa cattolica.

La vita consacrata ebbe origine nei primi secoli del cristianesimo, quando alcune persone scelsero di dedicare la loro vita interamente a Dio, forse già dal IV secolo, vivendo in povertà e pregando in eremitaggi o in piccole comunità monastiche. Con il passare del tempo, queste comunità monastiche divennero sempre più numerose sviluppando proprie regole e forme di vita specifiche.

Nel corso dei secoli, la vita consacrata ha subito diverse trasformazioni. In particolare con il Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965) ad esempio, c’è stata una riforma che ha portato a un rinnovamento delle regole e delle forme di vita dei consacrati, ritornando al senso originale dei vari carismi e aprendo a nuove forme di vita consacrata più che potremmo definire più “laicale”.

Infatti, specialmente nei documenti “Lumen Gentium” e “Perfectae Caritatis”, è  stata definita “la vita consacrata” come una forma stabile di vita che appartiene indiscutibilmente alla santità della Chiesa.

Il pontefice polacco volle creare un momento particolare per capire, per riflettere e allo stesso per ringraziare dell’importante dono ricevuto della vita consacrata, al fine di riconoscerne oltre il valore spirituale ed ecclesiale, anche quello sociale. Infatti nel primo messaggio egli sostiene che: “La vita consacrata, profondamente radicata negli esempi e negli insegnamenti di Cristo, è un dono di Dio Padre alla sua Chiesa mediante lo Spirito”. E Giovanni Paolo II spiega quale sia il compito dei consacrati stessi: “I consacrati sono chiamati a essere memoria vivente del modo di esistere e di agire di Gesù”.

Si voleva inoltre aiutare tutti i consacrati uomini e donne a rinnovare la loro vocazione, e far comprendere a tutti i fedeli come questa forma di vita scelta  sia fondamentale e importante per la Chiesa tutta e per il mondo. Proprio ai giorni nostri e potremmo dire in quest’epoca così piena di conflitti, non solo bellici, ma che coinvolgono anche e soprattutto i nuclei familiari, oltre al crescente individualismo e all’indifferenza tra esseri umani, la vita consacrata rappresenta una “scelta controcorrente”. Basterebbe ricordare che attraverso i semplici, ma naturali voti di povertà, castità e obbedienza, i consacrati ricordano al mondo che esistono valori che vanno oltre il possesso materiale.

Quando pensiamo a coloro che hanno scelto la vita consacrata, dobbiamo ricordare monaci e monache dediti alla vita contemplativa o ai religiosi e religiose impegnati nel campo dell’educazione, della sanità, ai tanti missionari che si trovano nei vari angoli della Terra. Non dobbiamo dimenticare quanti impiegano il loro tempo, dedicandosi ai più poveri e a chi vive ai margini della società. Tutte queste esperienze hanno in comune la scelta di seguire Cristo e di mettere la propria vita a servizio del prossimo e degli altri in genere.

Quest’anno la celebrazione assume un significato particolare, poiché ricorre la trentesima edizione della Giornata della Vita Consacrata. Essa rappresenta un’occasione importante per rileggere il cammino compiuto dal 1997 a oggi e per valorizzare la presenza costante e silenziosa dei consacrati nella vita della Chiesa e della società. La “Giornata”, in questi anni ha contribuito a far conoscere meglio le diverse forme di vita consacrata e a rafforzare la preghiera per le vocazioni, soprattutto tra i giovani.

Lo scorso 9 ottobre, celebrando il “Giubileo della Vita Consacrata” Papa Leone XIV si rivolse così ai numerosi partecipanti: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Gesù con queste parole ci invita a rivolgerci fiduciosamente al Padre in tutte le nostre necessità. Noi le ascoltiamo mentre celebriamo il Giubileo della Vita Consacrata, che vi ha condotti qui numerosi, da tante parti del mondo – religiosi e religiose, monaci e contemplative, membri degli istituti secolari, appartenenti all’Ordo virginum, eremiti e membri di ‘nuovi istituti’ – venuti a Roma per vivere insieme il Pellegrinaggio giubilare, per affidare la vostra vita a quella misericordia di cui, attraverso la professione religiosa, vi siete impegnati ad essere segno profetico, perché vivere i voti è abbandonarsi come bambini tra le braccia del Padre”.

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