La sintesi perfetta della spiritualità di Pier Giorgio Frassati

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Foto: Vatican news

Il prossimo settembre, Pier Giorgio Frassati sarà proclamato Santo. Una notizia che ci riempie il cuore di gioia, ma che interpella anche profondamente le giovani generazioni e il mondo della Chiesa. La vita di questo giovane torinese, morto a soli 24 anni nel 1925, continua a risplendere come una testimonianza viva e contagiosa di Vangelo vissuto. Figlio di una famiglia agiata e culturalmente influente, Frassati scelse la strada dell’essenzialità, dell’impegno sociale e della carità verso i più poveri. Studente di ingegneria, fu attivissimo nell’Azione Cattolica, nel Movimento dei Laureati, nel Terz’Ordine domenicano, e tra i primi a promuovere un laicato impegnato nella società e nella politica, con uno stile profondamente evangelico. “Verso l’alto”, il motto che lo ha accompagnato nelle sue amate scalate in montagna, è anche la sintesi perfetta della sua spiritualità: cercare Dio nelle vette dell’anima e scendere poi tra gli ultimi, per servire.

Nonostante la giovane età, Pier Giorgio ha vissuto con una maturità spirituale e civile sorprendente. Non ha mai ceduto al cinismo né al compromesso morale. Visitava quotidianamente poveri, ammalati, carcerati. Condivideva tutto: tempo, denaro, fede. Non ha mai usato l’aggressività, ma la forza del bene. La sua morte improvvisa, dovuta a una poliomielite fulminante, rivelò il volto nascosto della sua santità: migliaia di poveri si presentarono al suo funerale, testimoni del bene ricevuto in silenzio. A cento anni dalla sua nascita al cielo, la canonizzazione di Frassati parla ai giovani di oggi, spesso confusi tra mille stimoli, ma in fondo assetati di autenticità. Pier Giorgio è il santo della gioia, della fraternità concreta, dell’impegno civile fondato sulla fede. Non un devoto chiuso nel tempio, ma un cristiano pienamente immerso nella storia. Il suo esempio insegna che la santità non è fuga dal mondo, ma piena immersione nella realtà, con lo sguardo fisso a Dio e i piedi ben piantati nel terreno della giustizia.

Ai giovani, oggi, Frassati dice: non accontentatevi del minimo, non vivete a metà. Osate, lottate, amate, salite in alto. Perché solo chi guarda in alto, sa davvero come vivere in profondità. Desidero ricordare una delle sue e significative esortazioni ove traspariva il desiderio di vivere ogni attimo della vita con gioia traboccante: “Addolorati sì, ma mai tristi”. E guardando alla sua biografia non si può non dimenticare del suo vocione che rincuorava di sana allegria tutti gli ambienti.

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