La sfida rilanciata dal Meeting di Rimini

Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”: è questo il motto dell’edizione 2025 del Meeting di Rimini, un’esortazione potente che parla di speranza, ricostruzione e comunità. Tra sempre maggiori crisi sociali e periferie dimenticate, questo messaggio si fa appello concreto alla fraternità come fondamento di un nuovo inizio, capace di generare legami là dove sembrano essere stati spezzati. È nei luoghi più fragili, come il Sud, le periferie urbane, le terre segnate dalla marginalità economica e culturale, che la sfida della fraternità assume oggi un valore decisivo. Non si tratta soltanto di intervenire con risorse e infrastrutture, ma di rigenerare il tessuto umano, costruendo comunità vive che restituiscano senso di appartenenza, dignità e speranza. In questo processo, l’associazionismo cattolico gioca un ruolo insostituibile.

Da decenni, infatti, sono centinaia le realtà associative ispirate alla Dottrina Sociale della Chiesa che operano quotidianamente nelle zone più povere d’Italia, promuovendo inclusione, educazione, lavoro e solidarietà. In esse, la carità si fa metodo, la prossimità si traduce in percorsi educativi e formativi, e l’accoglienza si trasforma in integrazione reale. Non si tratta solo di fornire assistenza, ma di costruire insieme, con mattoni nuovi, una cultura dell’incontro capace di abbattere i muri dell’indifferenza. Il Sud, in particolare, offre un terreno privilegiato per questa rinascita comunitaria. Nonostante le difficoltà croniche, è spesso proprio da qui che nascono le esperienze più vivaci di impegno civile e cristiano, capaci di creare reti solidali e di restituire protagonismo alle persone. Le parrocchie, le cooperative sociali, i centri di aggregazione giovanile e le scuole gestite da associazioni cattoliche rappresentano, in molte realtà meridionali, presìdi di speranza e laboratori di futuro.

Costruire con mattoni nuovi significa dunque scommettere sulla forza della relazione e sul valore della prossimità. È nei “luoghi deserti” della nostra società che si misura la capacità di generare fraternità vera, non come sentimento vago, ma come scelta quotidiana di impegno e corresponsabilità. Il Meeting di Rimini rilancia così una sfida attualissima: ricominciare dalle periferie per costruire una nuova umanità, capace di vivere l’altro non come ostacolo, ma come fratello.

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