La ragionevole certezza della speranza

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Andrà tutto bene” è la frase che in questi giorni, circola sui disegni dell’arcobaleno dei bambini, nei flash mob dai balconi, nei canti corali a partire da l’Inno di Mameli, sui mezzi di comunicazione sociale. In questo tutti, cattolici e laici, dobbiamo aiutare il Paese a superare l’inverno psicologico e in questa primavera ad avere un sussulto di speranza.

Come cristiani siamo chiamati a confrontarci con la pandemia del Coronavirus con il suo bagaglio di sofferenza, di paura, di incertezza sul futuro, di morti non previste, per offrirne una lettura alla luce della speranza cristiana simboleggiata da un’ancora, a cui “ancorare” le speranze umane.

La speranza, che è una coraggiosa fiducia nelle possibilità della natura umana nell’attesa del loro pieno compimento basato su una promessa divina, si distingue dall’ottimismo, che è un atteggiamento acritico in base al quale si pensa che alla fine tutto andrà bene. “Annullando la tragicità del male, l’ottimismo – sosteneva il cardinale gesuita Jean Danielou- è il nemico peggiore della speranza. Mantenendo gli uomini nella illusione di potersi liberare da sé, esso li distoglie in realtà dall’unica via della salvezza”. Papa Francesco nell’omelia di una Messa alla Casa Santa Marta ha detto: “La speranza non è ottimismo, ma un’ardente aspettativa protesa verso la rivelazione del Figlio di Dio”. La speranza come virtù teologale donata da Dio è una virtù umile, nascosta, rischiosa. Il poeta Charles Péguy paragona le tre virtù teologali a tre sorelle: due adulte e una bambina piccina. La fede è paragonata a una sposa fedele, la carità ad una madre o a una sorella maggiore, la speranza a “una bambina da nulla” che sta nel mezzo e “si tira dietro le sue sorelle più grandi”: è la bambina speranza che trascina le altre due; se si ferma essa, si ferma tutto. Il dinamismo della speranza umana, abbandonato a sé stesso, sfocia in varie forme di utopie e di ideologie generando, a seconda dei casi, presunzione o disperazione, tristezza e distrazione, fatalismo o accanimento nel perseguire il proprio progetto. La speranza, che si inserisce nel rapporto fra tempo ed eternità, è una certezza ragionevole di un bene futuro, che implica un cammino faticoso verso una meta sicura.

Il fondamento ultimo della speranza cristiana sta nella notizia sconvolgente della Risurrezione di Cristo, che spalancando l’orizzonte sul senso ultimo della nostra vita possa aiutare tutti a superare questo momento di crisi dove la paura e lo scoraggiamento sembrano avere il sopravvento.

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