LUNEDÌ 16 SETTEMBRE 2019, 00:02, IN TERRIS

L'antidoto contro l'istruzione di regime

SUOR ANNA MONIA ALFIERI
Facebook Twitter Copia Link Invia Scrivici
Scuola
Scuola
"T

utela dei beni comuni: scuola pubblica, acqua pubblica, revisione delle concessioni autostradali”. A fronte di questo decimo punto proposto dal Movimento 5 stelle per la trattativa di Governo, si avverte la necessità di un chiarimento di termini. Innanzitutto, “pubblico” non equivale a “statale”. Non è pubblico ciò che è statale, ma ciò che nasce per il popolo: “Publicum est pro populo”.

Nel corso degli anni, tuttavia, i due termini sono stati erroneamente intesi come sinonimi: un equivoco alimentato dal fatto che, in Italia, lo Stato ricopre il ruolo di gestore del servizio scolastico. Nei servizi dove lo Stato, da soggetto gestore, è divenuto soggetto garante (regolatore), esso ha consentito l’utilizzazione di strutture private: pensiamo ai sindacati, ai trasporti, agli ospedali. Nell’ambito della scuola, invece, si è determinata una confusione abilmente strumentalizzata da chi contrappone, oltre ogni diritto, “interesse pubblico” e “gestore privato”.

Si ricorda, a tal proposito, che la Costituzione italiana non solo riconosce, bensì auspica l’iniziativa privata al servizio della Societas. Ci sono anzi norme (artt. 41 e 42) che sollecitano una collaborazione sinergica tra attività privata e attività statale. Anche per quanto riguarda il servizio dell’istruzione, dunque, Stato e Privati – questi ultimi sulla base del principio di sussidiarietà (art. 118), che riconosce l’autonoma iniziativa privata, e dell’art. 4, comma 2, che impone a ciascun cittadino il “dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” – a pari titolo cooperano per attuarlo mediante l’istituzione e gestione delle scuole. Statale e Privato condividono la medesima finalità ed erogano, a pari titolo, un servizio scolastico pubblico. E che la qualifica di “servizio pubblico” non derivi dall’essere “soggetto gestore” appare confermato dal modello europeo.

Appare, dunque, fuorviante continuare a domandarsi se la Costituzione italiana si fondi su un pluralismo educativo o su un monopolio: dal percorso giuridico compiuto emerge chiaramente una Costituzione che si ispira “al principio pluralistico”, per cui ’istruzione pubblica non è esclusiva materia d’interesse dello Stato, ma è legittimo oggetto di diritto anche dei cittadini. Pertanto la libertà di istituire scuole (libertà della scuola), è tra i diritti fondamentali per la disciplina dell’intero sistema dell’istruzione pubblica; è un diritto che sta alla base delle moderne democrazie, senza il quale esisterebbe solo la scuola di regime; è un “diritto riconosciuto alle persone fisiche e giuridiche” (Corte cost. n. 36/1958); la dottrina lo ha qualificato come un vero e proprio diritto soggettivo, “pubblico… perfetto” e precettivo; lo Stato ha pertanto il dovere giuridico, anch’esso perfetto, di non creare turbativa nell’esercizio di tale diritto; è un diritto che va “inteso quale attività imprenditoriale… che appartiene alla libera iniziativa economica”.

Qual è, allora, in Italia l’anello mancante per passare dal riconoscimento alla garanzia del diritto alla libertà di scelta educativa della famiglia? La contemporanea presenza delle tre libertà di insegnare, di istituire scuole e di scegliere i luoghi di istruzione conferisce, come abbiamo rilevato, carattere pluralistico al sistema di istruzione delineato dalla Costituzione. Ma le prime due libertà apparirebbero svuotate di contenuto senza la terza. Pertanto, posto che non ci può essere libertà di scelta educativa se non viene garantita la libertà economica per il suo esercizio, l’unico modo per rispettare fedelmente il dettato costituzionale è quello di individuare un meccanismo virtuoso per garantire, a costo zero, i diritti riconosciuti. L’alternativa è l’istruzione di regime, costosissima (10.000 euro annui per alunno) e qualitativamente infima. Tertium non datur.

Con precise e accurate ricerche, è stato ampiamente dimostrato che l’unica strada percorribile per uscire da questa situazione di stallo è quella del costo standard di sostenibilità: una quota (di circa 5.500 euro annui per studente) da corrispondere alla famiglia affinché sia spesa per l’istruzione dei figli. Sarà poi la famiglia stessa a decidere dove spendere tale quota, se in una scuola pubblica statale o in una scuola pubblica paritaria. Il ruolo dello Stato in tutto questo? Quello di garante e controllore. Solo in questo modo il sistema scolastico italiano riuscirà ad emergere da una situazione di costante allarme rosso. Le famiglie potranno scegliere la buona scuola pubblica che desiderano, gli allievi avranno garantito un servizio decisamente migliore e non saranno in balia di frequenti cambiamenti di insegnanti; a questi ultimi sarà possibile scegliere dove esercitare la propria professione, se nella scuola pubblica statale o in quella pubblica paritaria, con uno stipendio uguale, come avviene nel resto d’Europa. Finalmente.

Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Franca chiara floris
19 Settembre 2019 @ 18:45
Grazie per questo articolo che spiega in modo semplice, diretto e allo stesso tempo completo una questione spesso affrontata con aggressività.

Scrivi il tuo commento


Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Immagine di repertorio
IL CASO

Milano, il pm sospende il gioco horror

Per gli inquirenti, l'assenza di illuminazione avrebbe messo in pericolo i concorrenti
La statua d'arte indigena, oggetto di controversie, trasportata lungo via della Conciliazione durante la Via Crucis del 19 ottobre scorso - Foto © Andrew Medichini per AP
SINODO PER L'AMAZZONIA

Statue indigene in chiesa gettate nel Tevere. Per alcuni erano pagane

Continua il caso controverso sulle statue di arte indigena collocate in una chiesa durante il Sinodo
Scritta per Desirée sul portone dello stabile dove il suo corpo è stato ritrovato
ROMA

Morte di Desirée, in quattro a processo

La 16enne venne ritrovata priva di vita, un anno fa, in uno stabile abbandonato del quartiere di San Lorenzo
Il libro di don Aldo Buonaiuto,
SASSOFERRATO | ANCONA

Halloween: un viaggio nel mondo nell'occulto

L'incontro tenuto da don Aldo Buoniauto presso la parrocchia di san Facondino
Giuseppe Conte e Luigi Di Maio
GOVERNO

Manovra, bilaterali coi partiti: Conte prova a ricucire

Il premier incontra le forze di maggioranza per snodare i punti critici. E anche dall'Ue arriva una missiva per chiedere...
L'incendio e i danni al tetto della struttura storica
TORINO

In fiamme la Cavallerizza Reale, patrimonio Unesco

Appendino: "Il tema oggi non è l’occupazione ma che la Cavallerizza così non può stare"
Immagine di repertorio
NUOVI MERCATI

La tecnologia rilancia l'impresa, ma mancano 45 mila tecnici digitali

In agosto recupero della produzione industriale. Richieste nuove competenze e nel weekend 100 mila visitatori a Roma alla fiera...
La merce sequestrata
SALERNO

Contrabbando di tabacchi: 12 arresti

Sospeso il reddito di cittadinanza a cinque dei fermati
Strade allagate
ALLERTA METEO

Nubifragio a Milano, città allagata

Il fiume Seveso è vicino all'esondazione, sotto osservazione anche il Lambro
Pini domestici
EMERGENZA ECOLOGICA

Piano del Campidoglio per le periferie green

In Italia 31 metri quadri di verde a cittadino. Piantare alberi è tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo...
Sampdoria-Roma 0-0. Nicolò Zaniolo contrastato da Bertolacci - Foto © Twitter
SERIE A

Ranieri, buona la prima: la Roma sbatte sulla Samp

Pareggio a reti bianche a Marassi. Il Genoa crolla col Parma, l'Inter soffre ma stende il Sassuolo
Maker Faire Rome
SVILUPPO

Enea, verdure spaziali e hi-tech anti-zanzare

Alla rassegna romana degli inventori 4.0 le ultime scoperte dell’ente pubblico di ricerca