L’iniziativa del Fai, un segnale di speranza per l’Italia

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Ci stiamo a malincuore adattando ad una drammatica e difficile convivenza con il Coronavirus. Questa emergenza ha già cambiato le nostre vite. Ed i nostri comportamenti sono diventati parte integrante di questa nuova situazione mondiale. La pandemia ha influenzato le scelte politiche ed economiche dei governi. L’agenda internazionale è uscita stravolta da questi dieci mesi del 2020. E adesso siamo tutti consapevoli che la più grande sfida che ci aspetta è quella di lasciarci alle spalle l’emergenza e tornare ad una sospirata normalità.

Se vogliamo circoscrivere la nostra analisi alla sola Italia, prendiamo come punto di riferimento quello che da sempre è uno dei punti di forza del nostro sistema Paese: il turismo. I dati che abbiamo sono preoccupanti: secondo l’istituto Demoskopika che si riferisce ai primi otto mesi del 2020, si registrano nel nostro Paese 173,5 milioni di presenze e oltre 48 milioni di arrivi con una contrazione rispettivamente del 52,5% e del 51,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati, come si suol dire con un facile luogo comune parlano da soli. Ed il turismo, le bellezze italiane, sono state sempre stati un punto di forza della nostra economia ed un motivo di orgoglio nazionale.

Per questo la necessità di puntare sul rilancio del patrimonio naturale e artistico del nostro Paese è un obiettivo che unisce e non divide, un impegno che viene sostenuto veramente da tutti. Per questo non si può non apprezzare l’iniziativa del Fai che ha deciso di raddoppiare gli appuntamenti delle giornate in cui si possono visitare i gioielli italiani. Queste porte aperte sulle nostre bellezze sono, in questa fase ancora difficile per l’Italia e per il mondo, un bel segnale di speranza. Grazie a questa iniziativa si potranno visitare luoghi come il Kursaal Santa Lucia a Bari, tra i più bei palazzi in stile tardo Liberty della città, con visita in anteprima al cantiere di restauro. O ancora il seicentesco complesso di San Nicola di Tolentino a Napoli, celebre per i 5 mila metri quadrati di giardini, oggi recuperato e trasformato in una struttura ricettiva dai giovani dei Quartieri Spagnoli nell’ambito del progetto Napolixenia.

A Roma si aprono le porte di  San Pietro in Montorio e del tempietto del Bramante; a Milano i laboratori di restauro di Open Care ai Frigoriferi Milanesi, specializzati nella conservazione di dipinti, arredi lignei, sculture, tappeti, arazzi e oggetti preziosi; a Firenze la Centrale termica della stazione di Santa Maria Novella, progettata tra il 1932 e il 1934 da Angiolo Mazzoni per riscaldare lo scalo ferroviario; a Bologna il gioiello del barocco di Palazzo Davìa Bargellini.

L’elenco potrebbe ancora continuare perchè le aperture previste sono mille e riguardano 400 città italiane. Con un contributo libero, le Giornate Fai d’autunno aprono le porte di queste bellezze italiane in due fine settimana:  il 17-18 ottobre ed il 24-25 ottobre. Due occasioni, insomma, per andare alla scoperta del Bel Paese e per offrire a noi stessi la possibilità di capire che si può uscire dal tunnel della crisi da Covid. L’Italia è piena di dimore storiche, castelli, giardini, chiese, conventi, borghi, collezioni private e parchi già scoperti o ancora tutti da scoprire. Ricordiamocelo come un pensiero felice in questi momenti in cui bisognerà tenere duro nella guerra contro il coronavirus, per alimentare la speranza di uscire presto dal periodo di emergenza.

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