L’importanza di una comunicazione efficace in ambito sanitario

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Il nuovo esecutivo guidato da Giorgia Meloni muove i primi passi in ambito sanitario, a partire dalla legge di bilancio approvata in Consiglio dei ministri e ora passata all’iter parlamentare. Vediamo quali sono.

In merito alle politiche per il contrasto alla pandemia di Coronavirus, in manovra sono state stanziate per la Sanità risorse per circa due miliardi, fondi quasi assorbiti interamente dai vaccini, dai test e dalle farmacie. I soldi non sono molti quindi temo si riesca a coprire solo una parte dei programmi.

Un’altra importante questione da risolvere è quella della mancanza di medici, un problema affatto semplice da affrontare perché per avere del personale preparato occorre del tempo. Recentemente, il governo ha reintegrato i medici e gli operatori sanitari non vaccinati, che potrebbero venire impiegati in ruoli secondari.

La settimana scorsa la Corte costituzionale ha respinto le questioni sollevate da alcuni tribunali sull’obbligatorietà del vaccino prevista per alcune categorie professionali. Si tratta di una scelta politica effettuata durante il governo Draghi che ritengo ragionevole e giusta, se si è maggiormente esposti ai rischi dell’infezione.

Oltretutto, da circa duecento-trecento anni i vaccini si sono dimostrati efficaci e utili. I rischi sono molto piccoli rispetto ai vantaggi, ma molto spesso vengo enfatizzate complicazioni che sono minimali, tranne in pochissimi casi. Quando sono molte invece le complicazione dovute all’infezione, come le encefaliti o le miocarditi da Covid.

Un aspetto importante in ambito sanitario è quella dell’informazione e della comunicazione. All’inizio la conduzione dell’intera vicenda non è partita bene, tra l’assenza del piano pandemico e la mancanza del materiale strategico, poi la campagna vaccinale si è svolta bene. Ma sulla pandemia di Coronavirus c’è un mondo di chiacchiere e fake news messe in giro da chi si inventa delle cose pazzesche, che però hanno presa sulla gente. Questo succede perché le persone, come ha anche rilevato il Censis, oggi hanno paura, sono spaventate, così queste fake news circolano sui social ed è difficile smontarle.

Quella che manca è una comunicazione ufficiale efficace. Il ministro della Salute, o chi per lui, deve parlare all’opinione pubblica e ci vuole un bollettino giornaliero che dica e spieghi, mentre ci sono solo i talk show che sono pensati per far spettacolo e non per fare informazione.