Il voto tedesco e il futuro dell’Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57

Le elezioni in Germania potrebbero incoronare per la quarta volta Angela Merkel. Un record per la Germania e per l’Europa. In una fase politica ed economica così delicata, la certezza rappresentata da un nuovo governo a guida Merkel sembra mettere tutti d’accordo. In ogni caso i tedeschi sembrano non avere il minimo dubbio. Il candidato socialista Martin Schulz era riuscito, appena iniziata la campagna elettorale, a recuperare molti punti percentuali, tanto che si parlava di un possibile ed incredibile exploit. Tuttavia la spinta dell’ex presidente del Parlamento europeo si è esaurita presto. Anzi, i socialdemocratici nel giro di qualche mese, non per colpa di Schulz quanto per la rassicurante proposta della Merkel, hanno toccato il minimo storico del 20 per cento nei sondaggi.

Difficile spiegare questo scenario, ma quel che è certo è che Angela Merkel sembra portare sulle spalle le domande di stabilità e crescita. Europeista da sempre, sposa le politiche di sinistra su immigrazione, integrazione e lavoro, sorride ai verdi su questioni climatiche ed inquinamento. Stando così le cose, per quale motivo i tedeschi dovrebbero scegliere un altro candidato? Quello che invece resta più difficile da spiegare ma anche da capire è la risalita inaspettata della destra estrema arrivata al 12%, a pochi punti dai socialisti, e terzo partito in Germania.

Se sulla vittoria della Cancelliera uscente pochi nutrono dubbi, gli interrogativi restano sulla formazione del nuovo governo. La “grosse koalition” con i socialisti sarebbe lo scenario più logico e più rassicurante per il paese e per l’Europa. Meno per i socialisti, che imputano proprio alla grande coalizione la perdita di consensi. Governo con verdi e liberali, allora? Interessante ma complesso perché i due partiti in questione hanno punti programmatici molto distanti. Il risultato elettorale farà chiarezza. Nel panorama politico tedesco da non sottovalutare le forze antieuropee e di estrema destra che puntano al 20 per cento. Il voto, comunque, non lascerà spazio a improvvisazioni e a vuoti di potere perché il sistema tedesco possiede anticorpi robusti e per l’opinione pubblica la stabilità è un valore irrinunciabile.

David Sassoli – Vicepresidente del Parlamento europeo

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