MARTEDÌ 14 FEBBRAIO 2017, 000:02, IN TERRIS

I tre tabù che frenano l’Europa

LEONARDO BECCHETTI
I tre tabù che frenano l’Europa
I tre tabù che frenano l’Europa
Le dichiarazioni del commissario europeo agli affari economici e monetari Moscovici sulla crescita italiana stabile ma modesta a causa delle nostre debolezze strutturali sono senz’altro fondate, perché dobbiamo continuare a lavorare sul “sistema Paese”, a curare i nostri difetti, cominciando dalla burocrazia. Va anche ricordato che l’Italia è una “media” tra territori molto diversi. Il divario tra Nord e Sud è molto forte e il problema del Mezzogiorno va affrontato in maniera decisa.

Tuttavia, l’impressione è che in Europa non ci sia piena fiducia nei nostri confronti, circostanza che spinge Bruxelles a chiederci continue prove della nostra effettiva volontà di tenere a posto i conti. In fondo chiedere 3 miliardi in più è un’inezia. Il nostro rapporto deficit/Pil è di gran lunga migliore rispetto a quello di Paesi come la Spagna o la Francia, ben al di sotto del 3% fissato dai parametri europei. E’ vero che il nostro debito è più elevato ma anche quello francese o spagnolo è alto. Eppure, nei confronti dell’Italia c’è una sorta di “sfiducia strutturale” che ci penalizza. Se invece riuscissimo a migliorare la crescita si potrebbe iniziare a ridurre sensibilmente il rapporto tra debito e Pil.

C’è poi il monito della Corte dei Conti che ha invitato esplicitamente l’Unione europea a considerare gli sforzi dell’Italia e a non frenarne la crescita. Purtroppo l’Ue ha questo mito dell’austerità che è sbagliato. E’ vero che grazie alla mano generosa di Draghi l’Italia ha risparmiato lo scorso anno circa 15 miliardi di interessi con il “quantitative easing”. Ma se le politiche fiscali fossero più coraggiose il pareggio di bilancio sarebbe un obiettivo raggiungibile.

Un passo avanti fondamentale sarebbe la “mutualizzazione” delle risorse, la loro condivisione. Eurobond, assicurazione dei depositi bancari e “bad bank” sono tre tabù da superare. E’ indispensabile mettere assieme le risorse se l’Europa, e in particolare l’Eurozona, vuole sopravvivere. Altrimenti sarà necessario trovare equilibri valutari differenti. Un debito condiviso sarebbe molto più basso di quello degli Stati Uniti e del Giappone e metterebbe al riparo dai rischi di speculazione finanziaria. Ma l’Europa a trazione tedesca tentenna di fronte a questo bivio, nonostante lo stesso Schulz abbia ammesso che l’Unione è stata un vantaggio soprattutto per la Germania.
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
EUROPA LEAGUE

Atalanta e Milan, cinquine per i sedicesimi

Orobici e milanesi, con un 5-1, passano il turno con una giornata di aniticipo. Pari della Lazio
Robinho
VIOLENZA SESSUALE

Robinho condannato a nove anni

L'attaccante dell'Atletico Mineiro, ex Milan, avrebbe praticato una violenza di gruppo nel 2013
Una foto d'archivio di Pietro Orlandi con il manifesto che ricorda la sorella Emanuela
GIALLO IRRISOLTO

Caso Orlandi, presentata denuncia in Vaticano

L'avvocato Sgrò: "Emersi nuovi dati, speriamo che la Gendarmeria indaghi"
Il premier Gentiloni e il ministro dell'Economia Padoan
ETÀ PENSIONABILE

Nel 2019, stop all'aumento a 67 anni per 14.600

Presentato l'emendamento del Governo: aumentano a 15 i lavori gravosi
Il Sostituto della Segreteria di Stato mons. Angelo Becciu
MALESIA

Inaugurata la Nunziatura "green"

Il sostituto mons. Becciu ricorda la libertà religiosa sancita dalla Costituzione
TRAGEDIA DEL RIGOPIANO

Altre 23 informazioni di garanzia per il disastro

A spedirle la Procura di Pescara: la valanga aveva provocato 29 vittime
Papa Francesco riceve in udienze le famiglie francescane in Vaticano
VATICANO

La peggiore delle mondanità secondo Bergoglio

Il Pontefice riceve in udienza il Primo e Terz’Ordine regolare francescano
Monsignor Lorenzo Leuzzi
VESCOVI

Monsignor Leuzzi trasferito a Teramo

Nominati ausiliari a Roma don Paolo Ricciardi e padre Daniele Libanori