Carlo Acutis, scomparso a soli quindici anni, nel 2006, verrà proclamato santo. Nel corso della storia della Chiesa, tanti sono stati i ragazzi e le ragazze, non religiosi, in giovane età ad essere elevati agli onori degli altari. “Ogni età è matura per la santità” così affermava S. Ambrogio (339-340) e lo dimostrano i tanti giovani che negli ultimi anni sono entrati a far parte della schiera dei santi e beati. Nel nostro mondo e nella nostra società, si celebra spesso di una persona la sua longevità e l’esperienza soprattutto nel campo del lavoro, e si dimenticano o si ignorano quelle persone, che pur non avendo raggiunto la maggiore età, hanno offerto la propria vita a Dio, e allo stesso tempo si sono messe gratuitamente al servizio del prossimo. Ognuno di queste persone, ha vissuto anche se per pochi anni, una vita densa di significato e ricca di spiritualità e di amore da donare agli altri.
Il diventare santi, non è riservato a categorie speciali di esseri umani, o appartenenti ad una nazione piuttosto che ad un’altra, tutti sono chiamati alla santità, basterebbe ricordare i martiri, ed alcuni erano giovanissimi, dei primi secoli: come S. Agnese, S. Agata, San Tarcisio passando per S. Domenico Savio, S. Teresa di Gesù Bambino, fino ad arrivare a ricordare quelli dei giorni nostri: Chiara Luce Badano, e ai prossimi Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, tanto per citare solo alcuni nomi. I santi giovani provengono da contesti sociali, culturali e storici molto diversi, alcuni hanno vissuto vite brevi ma intense, altri hanno affrontato persecuzioni, malattie o sfide familiari. Questa diversità mostra, ancora una volta, che la santità è aperta a tutti e può manifestarsi in molteplici modi. Altri si sono distinti per la loro profonda spiritualità e preghiera, altri ancora per la loro carità e il servizio costante verso i più bisognosi e per la loro testimonianza coraggiosa della fede anche in situazioni difficili. Questi ragazzi e ragazze, non sono persone speciali o in possesso di virtù uniche o straordinarie, o riservate a pochi, hanno messo nella loro breve esistenza, Dio al primo posto nella vita di tutti i giorni.
Non c’è bisogno di fare un elenco dettagliato e particolareggiato di santi giovani, in quanto in tutte le epoche, e quasi in ogni contesto storico, sono emerse figure, che con il loro esempio, hanno dato testimonianze vere e concrete della propria fede, vissuta con purezza di cuore. Se leggiamo la vita di questi santi giovani, scopriamo quanto in effetti, la loro sia stata una vita normale, come un qualsiasi adolescente, ma nel loro cuore hanno ascoltato la Parola di Dio, facendone il loro punto di riferimento. Tutti hanno ricevuto in pienezza la grazia del battesimo e dell’eucarestia, giovani che crescendo non si sono vergognati di frequentare la chiesa e di dare una mano alle varie attività parrocchiali. Questi giovani sono diventati e diventano dei modelli per le nuove generazioni, in loro risplende la luce della fede, anche attraverso la preghiera e il continuo dialogo con Dio, e loro adesione a Cristo e al Vangelo è spesso totale e senza compromessi.
Dobbiamo ricordare che questi giovani, non hanno avuto in genere esperienze mistiche straordinarie, visioni, miracoli o bilocazioni, in definitiva non hanno avuto bisogno di segni per credere e pe professare il loro credo. I santi giovani possono aiutare i giovani di oggi ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo: la ricerca di senso, le pressioni sociali, le difficoltà nelle relazioni, la tentazione del relativismo e del materialismo. Il loro esempio incoraggia a mettere Dio al primo posto nella propria vita, a coltivare la preghiera e i sacramenti, a vivere la carità verso il prossimo e a testimoniare la fede con coraggio. In conclusione vale la pena ribadire che i santi giovani sono una testimonianza vivente del fatto che la santità è possibile anche in giovane età, con la grazia di Dio e la libera risposta dell’uomo.

