Intervento

Giornata Mondiale del Rifugiato: gli aspetti su cui riflettere

Le persone che, nel mondo, a causa di guerre, disastri naturali e persecuzioni, sono costretti a fuggire dalle loro case e dai loro Paesi di nascita, sono oltre 114 milioni. Questa cifra ha il dovere di farci riflettere: dietro a questi numeri, apparentemente freddi, ci sono storie di vite spezzate, famiglie costrette a separarsi e sofferenze inimmaginabili. Tali motivi, nel 2001, hanno spinto l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ad istituire la Giornata Mondiale del Rifugiato, che intende ricordare l’approvazione della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, avvenuta nel 1951 ma, soprattutto, sensibilizzare ogni cittadino sulle sofferenze che, coloro che sono costretti a fuggire dalle proprie case nelle aree più povere del mondo, devono subire.

La forza e il coraggio dei rifugiati, in un momento storico fortemente segnato dall’emergere di nuovi conflitti e tensioni internazionali, devono costituire un esempio per far sì che, i rapporti tra le nazioni, tornino ad essere improntati alla pace ed alla fraternità, conseguite attraverso sforzi diplomatici internazionali. In altre parole, è inammissibile che, nella società contemporanea, dopo le sofferenze patite in due guerre mondiali nel corso del ‘900, delle persone siano ancora costrette a fuggire dalle loro case per dei conflitti insensati e anacronistici.

Ognuno di noi quindi, senza se e senza ma, ha il dovere di mettere in pratica quotidianamente l’insegnamento di Papa Francesco che, più volte, ci ha esortato a “sentirci in cammino” insieme a migranti e rifugiati, i quali sono in cerca di “condizioni di vita degne”. Queste parole devono costituire un faro ideale a cui ispirarsi: dobbiamo costruire ponti per accogliere, non muri per dividere. L’essere prossimi presuppone la vicinanza e l’aiuto nei confronti degli ultimi e degli emarginati a cui, nessuno di noi, può sottrarsi. Solo così, la Giornata Mondiale del Rifugiato, avrà alla propria base il valore dell’altruismo, un sentimento fondamentale per costruire una società migliore.

Martino Troncatti

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