Giornata Mondiale dell’Udito: diagnosi precoce e tecnologie innovative

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Le malattie dell’orecchio e i disturbi uditivi rappresentano una realtà diffusa che coinvolge tutte le fasce d’età, dai bambini agli anziani. La sordità, spesso sottovalutata o non riconosciuta, può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali e sullo sviluppo cognitivo, soprattutto nei più piccoli.

Le patologie dell’orecchio e i disturbi uditivi che ne conseguono colpiscono oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo e più di 13 milioni di italiani, compromettendo lo sviluppo nei bambini, la produttività negli adulti e l’invecchiamento in salute, con un impatto significativo sui sistemi sanitari.

E’ ormai ampiamente dimostrato che la sordità, soprattutto se non adeguatamente trattata, può condurre in tutte le fasce di età allo sviluppo di disturbi legati all’isolamento come la depressione, i disturbi d’ansia e gli attacchi di panico. Se associata ad altri sintomi come le vertigini o gli acufeni, aumenta addirittura il rischio di sviluppare idee o comportamenti suicidari. Nella popolazione anziana infine la sordità è strettamente correlata all’aumento del rischio di sviluppare deficit di memoria, deficit cognitivi o patologie neurodegenerative come le demenze. Non meno importanti inoltre sono i risvolti relazionali del deficit di udito, che spesso vedono coinvolti anche i familiari e le persone che si prendono cura di queste persone.

Nonostante queste evidenze, la consapevolezza su questo tema resta limitata: come ci si trovasse di fronte a un iceberg spesso si percepiscono solo i casi più gravi, sottovalutando la reale diffusione del problema. È però dimostrato che, trattando la sordità come sintomo di una malattia dell’orecchio e intervenendo con prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, è possibile ridurre in modo efficace e sostenibile le conseguenze invalidanti e favorire l’inclusione.

La sordità, parziale (ipoacusia) o totale (anacusia/cofosi) riconosce diverse cause: la più frequente è l’invecchiamento, seguono l’esposizione a rumori forti, infezioni, traumi, fattori genetici, malformazioni o patologie degenerative, come l’otosclerosi, o metaboliche come la malattia di Meniere.

La prevenzione è fondamentale e si attua sia mantenendo uno stile di vita sano, sia attraverso controlli regolari dell’udito, consigliati dopo i 30 anni di età e in tutti i casi in cui siano presenti familiarità per patologie dell’udito o sintomi come acufeni, vertigini e sensazione di orecchio chiuso.

Il 3 marzo 2026, in occasione della Giornata Mondiale dell’Udito promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il tema “From communities to classrooms: hearing care for all children”, si terrà la quinta edizione della giornata nazionale di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio e i disturbi uditivi, dal titolo “Sordità: un problema nascosto”.

L’iniziativa, promossa dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale (SIOeChCF) e dalla Società Italiana di Audiologia e Foniatria (SIAF), in collaborazione con associazioni di pazienti e familiari di soggetti ipoacusici, serve a sensibilizzare i medici e i pazienti sull’importanza della diagnosi precoce e del trattamento delle problematiche uditive, attraverso iniziative divulgative e percorsi di screening.

Nel nostro centro garantiamo un percorso ben definito che va dalla visita specialistica con l’otorinolaringoiatra alla valutazione audiologica, che serve a misurare la capacità uditiva nelle diverse frequenze e intensità del suono, al fine di valutare il danno e pianificare il trattamento migliore.

Nei casi in cui la sordità sia dovuta alla presenza di malattie infiammatorie croniche dell’orecchio, come l’otite cronica o il colesteatoma, è fondamentale affiancare alla diagnosi clinica, uno specifico studio radiologico che comprende TAC e risonanza magnetica, con particolari sequenze dedicate all’orecchio e alla rocca petrosa. Questi esami ci permettono infatti di avere informazioni essenziali per valutare l’entità del danno, pianificare il trattamento più appropriato e gestire eventuali complicanze associate al problema uditivo.

Ampio spazio viene inoltre dedicato alla malattia di Menière, un disturbo dell’orecchio interno caratterizzato da attacchi ricorrenti di vertigini, acufeni (ronzii), perdita dell’udito fluttuante e sensazione di pienezza nell’orecchio. Al Sant’Andrea è possibile effettuare esami di diagnostica avanzata come l’elettrococleografia e i potenziali evocati, che studiano la conduzione dei nervi periferici con lievi impulsi elettrici o la dinamica dei fluidi cocleari, consentendo di diagnosticare eventuali neuropatie, patologie cocleari e labirintiche.

Il trattamento della sordità prevede, a seconda dei casi, terapie farmacologiche (infusioni o infiltrazioni intratimpaniche), procedure riabilitative come l’applicazione di protesi acustiche convenzionali e trattamenti chirurgici (nel caso delle perforazioni timpaniche, dell’otosclerosi, del colesteatoma ecc…). E’ tuttavia frequente che il paziente non tragga beneficio da terapie mediche o dall’uso di protesi tradizionali o presenti controindicazioni che non ne consentono l’applicazione.

L’avanzamento tecnologico e la continua ricerca nel settore dell’ipoacusia, infatti, hanno consentito lo sviluppo di nuovi dispositivi che hanno permesso di eliminare alcune difficoltà legate alla protesizzazione acustica tradizionale (problematiche estetiche, economiche, presenza di controindicazioni locali), consentendo a tutti di intraprendere un percorso valido di riabilitazione uditiva.

Questi tipi particolari di protesi impiantabili e semi-impiantabili vengono applicate chirurgicamente e consentono un ottimo recupero uditivo di fronte a casi importanti di sordità. Parliamo, infatti, di pazienti con sordità di vario grado e di varia tipologia (trasmissiva, mista, neurosensoriale) derivante da varie condizioni patologiche a carico dell’orecchio esterno, medio o della coclea.

Tra le più utilizzate troviamo gli impianti a stimolazione ossea, che consentono di amplificare i suoni bypassando le porzioni danneggiate dell’orecchio. Esistono inoltre ulteriori dispositivi impiantabili con meccanismo attivo direttamente nell’orecchio medio che consentono di riabilitare l’udito anche in quei pazienti che non possono usufruire delle protesi acustiche convenzionali o che hanno precedentemente subito interventi chirurgici demolitivi sull’orecchio. Queste protesi forniscono inoltre vantaggi di carattere estetico, in quanto lasciano libero il padiglione auricolare e il condotto uditivo e possono essere nascoste dai capelli.

Nel nostro centro da diversi anni abbiamo creato un percorso dedicato ai pazienti con disabilità uditiva all’interno del quale è possibile effettuare un vero e proprio test di simulazione attraverso l’applicazione della protesi montata su una fascetta elastica, consentendo all’audiologo di individuare la protesi più giusta e confortevole e al paziente di toccare con mano i benefici che otterrebbe sottoponendosi all’intervento chirurgico.

Nelle forme più gravi di sordità e nei casi in cui le protesi uditive convenzionali siano inefficaci e comunque poco confortevoli è possibile ricorrere all’applicazione dell’Impianto Cocleare, un vero e proprio “orecchio bionico” che stimola direttamente il nervo dell’udito. L’Impianto cocleare, dopo adeguato percorso riabilitativo, permette di recuperare un udito praticamente normale anche in quei pazienti in cui ormai l’orecchio è considerato “perso”.

Ad oggi le possibilità di cura della sordità si sono ampliate moltissimo rispetto al passato grazie agli sforzi della ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie. Per accedere al trattamento più adeguato è tuttavia fondamentale partire da un corretto inquadramento diagnostico del problema. Per questo, in questa giornata dedicata alla sordità vogliamo sensibilizzare tutti a non sottovalutare i disturbi dell’udito e ad effettuare controlli periodici e precoci al fine di prevenirne le conseguenze, abbattere i costi sociali e migliorare la qualità di vita dei pazienti e di chi si prende cura di loro.

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