Giornata per i diritti umani: è emergenza solidarietà

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Universal Declaration of Human Rights

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti“. Con queste parole inizia il primo dei 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata all’unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. “Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”.

Quel giorno, l’avvento di un nuovo mondo in cui gli tutti gli esseri umani godessero del medesimo rispetto e delle medesime libertà dal timore e dal bisogno, è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’Uomo. Oggi celebriamo con una memoria concreta quell’istante, in cui il risveglio della coscienza dell’umanità, a fronte dei 37 milioni di morti della I° guerra mondiale, degli oltre 60 milioni di morti della II° guerra mondiale e della bomba H di Hiroshima e Nagasaki, ha bandito l’Homo Homini Lupus dalle relazioni umane nazionali ed internazionali.

Oggi rinnoviamo la celebrazione del nuovo paradigma posto a fondamento della Società Umana, L”’Homo Frater”, la Fratellanza Universale e la Cura dell’Altro, consci che ogni relazione umana, (non solo internazionale), che si muova all’opposto, sul mors tua vita mea o sull’Io vengo prima di te, comporta il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell’uomo e conduce solo ad atti di barbarie. Gli istinti retrogradi che ci pongono sulle vie dell’opportunismo, dei sovranismi spietati o della strumentalizzazione dell’interdipendenza globale, ledendo la solidarietà universale, offendono la coscienza dell’intera Umanità e mettono in pericolo la stessa sopravvivenza del Pianeta Terra, la nostra Casa Comune.

Eppure sembra che l’Umanità faccia oggi più fatica di ieri a mantenere fede ai grandi ideali maturati. Ad ogni livello sembrano trovare posto pulsioni egoistiche e particolaristiche; “l’altro”, il diverso è oggetto di diffidenza se non di repulsione; il naturale bisogno di sicurezza si traduce troppo spesso in un aumento delle paure e delle chiusure. In una società che rischia di ripiegarsi su sé stessa, spesso con una politica verbosa ed esibizionista coltivante un insano consenso, intriso di egoismi e paure, non possiamo assolutamente permetterci né di sederci né di tornare indietro.

Del resto anche la catastrofe sanitaria dovuta alla pandemia di coronavirus è stata, ed è, per tutto il mondo un fortissimo campanello d’allarme per il multilateralismo e deve essere colta come la spinta fondamentale per una riforma e un rilancio della cooperazione multilaterale. Ci troviamo di fronte ad una Umanità più fragile e vulnerabile dove il covid-19 può fungere da “moltiplicatore di conflitti” nei diversi contesti geopolitici già esposti.

I Diritti Umani sono in un particolare stato di allarme e per proteggere le conquiste acquisite, abbiamo bisogno di istituzioni in grado di creare Pace e di sostenere i gruppi, i corpi della società civile che quotidianamente costruiscono pace impegnandosi per la promozione e la protezione delle libertà fondamentali e dei diritti umani. Solo costruendo giorno dopo giorno la pace si genera un tessuto sociale positivo, in grado di superare le forze disgreganti, i populismi e le crisi, le reazioni violente che scaturiscono dai conflitti di frustrazione, sociali, sanitari, economici e dalle tensioni delle periferie dell’emarginazione.

Quando il mondo sarà in grado di riemergere da questo ulteriore periodo traumatico, si dovrà essere pronti a ricostruire molto meglio, cercando di creare società basate sulla solidarietà e sulla coesione. Possiamo adeguatamente prepararci solo instaurando già da ora nuovi livelli di cooperazione globale, di solidarietà nazionale e internazionale, riconoscendoci ancora una volta per quel che siamo: “Fratelli Tutti” su questa Terra.

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