Giornata del Fiocchetto Lilla: sensibilizzare sui disturbi alimentari

Immagine creata con Canva

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione sono caratterizzati da alcuni aspetti centrali che li accomunano. La preoccupazione per le proprie forme corporee, per il peso e per l’alimentazione che determina un’ossessivizzazione su tutto ciò che riguarda cibo e corpo e la conseguente percezione alterata del proprio corpo; la paura di prendere peso o di perdere il controllo sull’alimentazione; le condotte compensatorie che hanno il fine di modificare forme del corpo e peso, come la restrizione calorica, l’eccessivo esercizio fisico, il vomito auto-indotto, l’uso di lassativi o diuretici. Questi tre aspetti caratterizzano più o meno tutti i DNA.

Da un punto di vista categoriale possiamo suddividere i DNA in restrittivi e disregolati. I restrittivi, rappresentati dalla cosiddetta anoressia nervosa, tendono a ridurre l’introito calorico al fine di perdere peso e modificare le forme corporee, fino a raggiungere delle condizioni fisiche rischiose. Altra tipologia sono i DNA caratterizzati da perdita di controllo nella gestione dell’alimentazione, come la Bulimia che si caratterizza per l’alternanza tra periodi di restrizione alimentare a periodi di abbuffate e vomito autoindotto, o i disturbi dell’alimentazione incontrollata dove sono assenti le condotte compensatorie, ma vi è la tendenza all’iperalimentazione alternata a periodi diete inefficaci. Attualmente è raro avere un DNA puro che rientra in una categoria specifica, il più delle volte osserviamo nella storia del disturbo la presenza di sintomi diversi, per esempio periodi di restrizione alternati a periodi di bulimia. È importante, inoltre, considerare che il peso corporeo non è rilevante in tutti i casi, e soprattutto non si può fare diagnosi sulla base di questo. Vi sono, per esempio, le cosiddette Anoressie Atipiche, dove il peso è nei limiti della norma, tuttavia vi è una compromissione cognitiva, per cui sono attive preoccupazioni disfunzionali su cibo, corpo e peso.

Sono oltre 3 milioni le persone in Italia che soffrono di un disturbo del comportamento alimentare, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute nel 2025-2026. L’età di insorgenza si è abbassata notevolmente, intorno ai 9-10 anni di età (6%). Sono colpiti principalmente adolescenti e giovani donne (82,5%), con un picco tra i 25-32 anni. Tuttavia, il 40% dei casi riguarda la fascia 12-17 anni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i DNA colpiscano oltre 55 milioni di persone a livello globale. In Europa, secondo lo studio ECED (Eating Disorders in Europe), circa 20 milioni di persone ne soffrono, con una prevalenza fino al 10% nelle fasce giovanili e un 2-4% nella popolazione generale. Gli studi di fine 2025 evidenziano che i DCA causano complicanze fisiche e mentali a lungo termine, inclusi alti rischi di mortalità e morbilità.

I dati epidemiologici sui disturbi alimentari hanno subìto una profonda revisione negli ultimi anni, alla luce dell’aumento esponenziale delle diagnosi e della maggiore sensibilità diagnostica degli operatori sanitari. In Italia manca un registro nazionale ufficiale, il che compromette la possibilità di avere un quadro preciso e aggiornato.

La pandemia ha fatto impennare l’insorgenza di nuovi casi e peggiorare i pazienti già diagnosticati: lockdown, isolamento sociale, perdita di routine, incremento dell’uso (e abuso) di Social media e riduzione dell’attività sportiva hanno agito da fattori scatenanti o amplificatori del fenomeno. Tra il 2020 e il 2023 sono aumentate del 40% le richieste di accesso ai centri specializzati. Tra i disturbi più comuni si osserva il Binge Eating Disorder (BED), Emergono inoltre forme precoci di anoressia e disturbi misti; giovani uomini, in particolare con BED, vigoressia e ortoressia.

La Giornata del Fiocchetto Lilla, è un appuntamento cruciale per sensibilizzare l’opinione pubblica sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), per rompere il silenzio e lo stigma e promuovere la diagnosi precoce. Indossiamo tutti il Fiocchhetto Lilla, facciamolo oggi e anche domani… perché le persone che soffrono di DNA sappiano di non essere sole.

Le autrici dell’articolo sono la dottoressa Roberta Trincas, dirigente psicologo Asl Roma 3, e la dottoressa Stefania Borghi, dirigente psicologo Asl Roma 3

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