La Festa della Mamma custodisce uno dei significati più autentici e universali della vita: l’amore gratuito, capace di donarsi senza misura. In Italia questa ricorrenza venne celebrata ufficialmente per la prima volta nel 1957 ad Assisi, grazie all’iniziativa di don Otello Migliosi, parroco di Tordibetto, che organizzò l’evento il 12 maggio di quell’anno. L’intento non era soltanto quello di dedicare una giornata alle madri, ma anche di creare un’occasione di incontro e confronto tra culture, confessioni religiose e sensibilità differenti, promuovendo un messaggio di dialogo e condivisione. Da allora, la comunità di Tordibetto continua a mantenere viva questa tradizione attraverso iniziative, celebrazioni e appuntamenti che ogni anno coinvolgono famiglie, associazioni e cittadini. Nel cuore di questa cittadina si trova il Parco della Mamma, una realtà unica nel panorama italiano. Realizzato dall’architetto assisano Enrico Marcucci sui resti dell’antica chiesa di Santa Maria di Vico, ospita al centro una scultura dedicata alla maternità firmata da Enrico Manfrini, simbolo della tenerezza, della cura e della forza che ogni madre rappresenta.
L’anno successivo, nel 1958, il senatore Raul Zaccari presentò in Parlamento una proposta di legge per dare un riconoscimento ufficiale alla Festa della Mamma. Mentre il dibattito politico proseguiva, la ricorrenza si diffuse rapidamente tra la popolazione italiana, entrando nelle case e nelle tradizioni familiari. In un primo momento la celebrazione coincideva con l’8 maggio, giorno dedicato alla Madonna del Rosario di Pompei, ma successivamente venne fissata nella seconda domenica di maggio, come avviene ancora oggi.
Questa giornata, non dovrebbe limitarsi a un gesto simbolico o a una semplice ricorrenza commerciale. Celebrare le madri significa riconoscere il valore della maternità e il dono della vita che nasce. Vuol dire sostenere concretamente le donne, le famiglie e i figli attraverso politiche capaci di offrire stabilità e sicurezza. Servono opportunità lavorative solide, servizi per l’infanzia realmente accessibili, strumenti economici adeguati e condizioni che permettano ai giovani di costruire il proprio futuro con serenità. È necessario anche promuovere un modello sociale che accompagni le famiglie nelle diverse fasi della vita e favorisca un equilibrio autentico tra lavoro e responsabilità familiari. Una società che tutela la maternità e sostiene la famiglia costruisce basi più umane, più giuste e più aperte alla speranza delle nuove generazioni.

