Donne, prendersi cura è cult

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Sostenibilità ambientale, ecologia e trasformazioni climatiche sono priorità emerse negli ultimi mesi alla luce degli effetti catastrofici che sta generando nel nostro pianeta un abuso smodato dei beni della terra. Temi che Papa Francesco ci ricorda in modo accorato nell’enciclica Laudato Si’.

L’impegno per il cambiamento del clima e per la sostenibilità dell’ecosistema, è un tema che non ci può lasciare indifferenti, è un tema che ci tocca da vicino e le cui conseguenze od omissioni ricadranno sulla vita dei nostri figli. Richiede una conversione totale ed un atteggiamento nuovo di fronte a tutto ciò che riguarda il creato. Richiede di rafforzare i comportamenti di cura dell’ambiente e dell’umano: limitare l’uso delle automobili, la scelta di prodotti non inquinanti, ridurre gli sprechi di acqua, luce e alimenti, organizzare e curare la raccolta differenziata, adottare stili di vita e di relazione più sostenibili sono responsabilità globali. Siamo tutti connessi e inter-connessi.

Urge una rivoluzione ambientale che – nel più breve tempo possibile provveda a riequilibrare un ecosistema alterato. Forse questa rivoluzione può partire proprio dalle donne. Si perché le donne hanno una marcia in più che le predispone a recepire con maggiore enfasi l’urlo della terra che soffre, il capovolgimento delle stagioni e le alterazioni biologiche. Le donne e le madri sono quelle che per prime sanno imprimere abitudini e stili di vita in casa capaci di essere di impatto positivo.

Ci sono gesti che ogni giorno, con ripetitività ma anche con una naturalezza e senza pensarci, noi donne compiamo: dal farci belle, all’accudire un figlio o un genitore, dal curare le piante di casa a sanificare e detergere gli ambienti al preparare un buon pasto per i propri cari a fare bene la raccolta differenziata. Sono gesti di cura e di attenzione che sembrano banali, gesti che magari egoisticamente facciamo per noi ma che – se ci pensiamo bene – hanno effetti positivi a lungo raggio e che generano buone prassi e sane abitudini.

Abbiamo una predisposizione innata ai gesti di cura, dal prenderci cura di noi stesse e della vita che generiamo; se vediamo un bimbo piangere, non restiamo indifferenti, sentiamo una stretta al cuore, istintivamente ci prodighiamo per consolare quel pianto.

Siamo detentrici di una sensibilità particolare, quella di essere a diretto contatto con ciò che è vita e ciò che non lo è, perché abbiamo il privilegio di accogliere e portare la vita al mondo: un grande potere ma anche una grande responsabilità. Il nostro corpo è continuamente connesso con il ritmo della terra, con il ritmo della fertilità, con il ritmo delle stagioni. Lo stesso nostro corpo le nostre stesse emozioni, ed energie ricevono impulso dall’ecosistema intorno a noi. Siamo più ricettive, portatrici di una sensibilità unica nel suo genere. Questa è una risorsa particolare che abbiamo e che spesso banalizziamo o minimizziamo. Eppure questi gesti se li guardiamo negli effetti che producono denotano responsabilità e rispetto per tutto ciò che ha a che fare con la vita, del pianeta e della terra e in particolare con la vita umana.

Il termine sostenibilità ci piace perché sappiamo che la sostenibilità è un orizzonte che perseguiamo quotidianamente nella fatica quotidiana di conciliare vita e lavoro, nel gestire una famiglia malgrado il lavoro e viceversa.

Attraverso quei gesti ordinari e banali della cura noi donne possiamo silenziosamente avviare tutte insieme una piccola grande rivoluzione e restituire armonia equilibrio e futuro al mondo ed all’umanità. Prendersi cura è la grande rivoluzione da avviare.

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