L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite celebra oggi la Giornata internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari. Un’occasione di rilevanza globale, utile a riaffermare la volontà collettiva di procedere verso un disarmo nucleare completo e a promuovere una maggiore consapevolezza, sia tra i decisori politici che nella società civile, sui vantaggi di un mondo privo di armi atomiche rispetto ai costi umani, ambientali ed economici che tali strumenti di distruzione continuano a comportare. La Giornata, istituita ufficialmente nel dicembre 2013 attraverso la risoluzione 68/32 dell’Assemblea Generale, rinnova il mandato del 1959 che pone il disarmo nucleare come obiettivo prioritario. Nella stessa risoluzione, si sollecita l’inizio immediato di negoziati, in sede di Conferenza sul disarmo, per l’adozione di un trattato internazionale vincolante che vieti ogni forma di possesso, sviluppo, produzione, sperimentazione, trasferimento e uso delle armi nucleari, promuovendone la completa eliminazione.
Significativa è stata, nelle scorse settimane, la ripresa ad Assisi dei dialoghi per la pace e il disarmo, promossi da Civiltà dell’Amore. Lì si sono levate voci autorevoli del mondo religioso, a cominciare dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che ha lanciato un appello a una profonda conversione individuale e collettiva: una trasformazione dei rapporti umani e sociali, affinché la fede si traduca concretamente in azioni ispirate alla giustizia e alla riconciliazione. Dal suo intervento in Mongolia, il Cardinale Marengo ha evidenziato il valore fondamentale delle religioni in contesti di pluralismo culturale e spirituale, sottolineando come una religiosità autentica sia fattore di unione, non di divisione, e possa farsi promotrice di dialogo, rispetto reciproco e impegno attivo per la pace.
Di forte impatto anche le parole del Vescovo di Hiroshima, che ha ricordato il dovere della memoria, affinché l’orrore del passato diventi stimolo per un impegno concreto e permanente verso la pace, ribadendo che il vero nemico non è un popolo, bensì la logica distruttiva della guerra. L’obiettivo deve essere la riattivazione completa del Trattato New START da parte di Trump e Putin, per cui è ricominciato il dialogo. In questo momento storico, l’associazionismo cattolico è chiamato a raccogliere l’invito profetico di Papa Leone XVI: “disarmare le parole per disarmare la terra”. Un compito urgente e necessario per restituire all’umanità la speranza di un futuro finalmente libero dalla minaccia nucleare.

