Dalla violenza al riscatto: la forza delle donne che scelgono di rinascere

Olga è una ragazza ucraina e vive in Italia da prima che iniziasse la guerra. Quando l’ho vista entrare nella Stanza del Codice Rosa del nostro ospedale ho capito subito che Olga l’avevo già vista al Pronto Soccorso del Sant’Andrea… ma che nei suoi occhi non c’era la disperazione, nonostante l’aggressione subita, ma una grande voglia di riscatto.

Dopo averla ascoltata e aver prestato le cure insieme al team multidisciplinare del Codice Rosa, abbiamo attivato con le Forze dell’Ordine il consueto protocollo, e al termine dell’iter Olga è stata trasferita in una struttura protetta. Lontana dal suo aguzzino.

Qualche tempo dopo, la incontro di nuovo in ospedale, ma questa volta non al Pronto Soccorso, Olga viene a trovarmi per dirmi poche ma importanti parole: “Voglio fare l’infermiera come te. E soccorrere le persone nel modo in cui qui avete aiutato me. Ringrazia di cuore tutto il personale che mi ha accolta e condotta per mano nella mia nuova vita. Tra la commozione e un forte abbraccio, Olga ed io ci salutiamo. Non ci siamo più viste, ma qualche anno dopo ho saputo che si era laureata in Scienze Infermieristiche. La sua voglia di riscatto si è trasformata in qualcosa di concreto.

La Giornata Internazionale della Donna non è solo un’occasione di festa, ma un momento di riflessione. Su cosa? Probabilmente sulla forza, sulla volontà ed il coraggio di rinascita che muove milioni di donne nel mondo. La Giornata Internazionale della Donna è il simbolo della resilienza di tutte le donne che permette ad ognuna di noi di trasformare gli ostacoli in opportunità.

Olga ha sofferto, è stata vittima di violenza per anni, ma non ha mai mollato. Con determinazione e forza di volontà ha affrontato le difficoltà che la vita le ha messo di fronte e ha dato un senso alla sua esistenza e probabilmente anche a quella di tutte le persone che incontrerà nel corso della sua vita non solo professionale.

Come Referente del Codice Rosa dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma ho incontrato tante “fragili” e vittime di abusi fisici, psicologici e sessuali. Qui al Sant’Andrea di notte e di giorno le accogliamo sempre con grande empatia, con tutto il vigore di cui disponiamo.

Le storie di tante donne che ho incontrato in questi anni, purtroppo, non brillano come quella di Olga e talvolta hanno anche un finale diverso. Interrompere la spirale della violenza non è facile. Ma Olga ci insegna che si può abbondonare quella strada buia; occorrono il tempo, la forza e la decisione e trovare una rete composta da donne e uomini, capace di avvolgere la vittima per proteggerla ed aiutarla ad uscire dalla sua solitudine e dal suo silenzio.

La violenza non è un destino, ma una condizione che la volontà può rovesciare. E forse, la Giornata Internazionale della Donna deve servirci per capire che il riscatto non è un’eccezione, ma un diritto acquisito. Un diritto di tutti.

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