Il sacro fuoco di Olimpia che arde da Atene verso Milano Cortina. E’ ufficialmente iniziato il viaggio della fiaccola che dalla Capitale greca ha raggiunto Roma. E non poteva essere altrimenti, ovvero partire dal cuore del Mondo, Roma, la culla della civiltà, dove lo sport ha segnato tappe indelebili per la città eterna. Da Roma sono passati i più grandi, affondando le sue radici nel lontano 1960. Nacquero i miti di personaggi come Muhammad Ali, Nino Benvenuti, Livio Berruti.
Era il 25 agosto del 1960, Roma illuminata dai Giochi Olimpici, e Giancarlo Peris, l’ultimo tedoforo, entrò fiero e orgoglioso in un Olimpico vestito a festa. Percorse gli ultimi 350 metri e salì quei 92 gradini che ancora oggi sanno di storia. Accese il braciere e diede inizio ai Giochi. L’emozione di una Olimpiade non la si può raccontare, la si può solo vivere. Il prologo di Atene ha segnato l’inizio di una nuova era per l’Italia. C’erano tutti, in prima fila, col petto in fuori mentre oltre all’inno del Cio e greco, risuonava quello italiano: dal presidente del Coni Luciano Bonfiglio, la Vicepresidente Vicaria, Diana Bianchedi, tanti altri uomini e donne di sport, oltre a Giovanni Malagò della Fondazione Milano Cortina.
Per la terza volta, i Giochi Invernali sbarcano in Italia dopo Cortina 1956 e Torino 2006. E la memoria torna a splendere nel passato, perché dai Giochi in Italia, abbiamo conosciuto grandi campioni, da Alberto Tomba a Manuela Di Centa, da Stefania Belmondo ad Armin Zoeggeler, solo per citarne alcuni. Quelli invernali non sono diversi dai giochi estivi, cambia solo lo scenario, le discipline, ma la musica olimpica è la stessa, perchè l’Olimpiade significa pace, amore, fratellanza tra i popoli. Ma oltre le gare, che portano onere e medaglie, c’è il significato della fiaccola che va al di là dello stesso evento sportivo. Una fiamma che in qualcuno non si è mai spenta. Giancarlo Peris, l’ultimo tedoforo a Roma 60, ci sarà ancora. Oggi ha 79 anni, è un ex mezzofondista, e la sua immagine è stampata nella storia di Roma. Lui, la fiaccola, se l’è portata a casa nella sua Civitavecchia dove risiede con la famiglia. Gli occhi che luccicano, il petto a battere d’orgoglio per un giorno che non dimenticherà mai. Solo con il tempo ha capito l’importanza di quel giorno.
Di solito l’ultimo a portare la fiaccola era l’atleta più rappresentativo, ma a Roma 1960, venne deciso che ad accendere il braciere dovesse essere uno studente. Giancarlo Peris da Civitavecchia. Il tempo lo ha aiutato a capire l’importanza di quel giorno, la copertina dell’Equipe che ancora oggi conserva in casa insieme alla fiaccola che per lui vale quanto la conquista di una medaglia d’oro. Sono storie di sport senza tempo, perché a distanza di 65 anni Giancarlo Peris avrà il privilegio di portare di nuovo la fiaccola Olimpica, stavolta nella sua Civitavecchia il 7 dicembre quando l’emozione tornerà a farsi strada nell’uomo qualunque che ha conquistato il mondo.

Il Viaggio della Fiamma Olimpica non poteva che iniziare dalla Capitale, dove storia e leggende dello sport s’intrecciano come in pochi altri luoghi nel mondo. Il via lo darà il Presidente che venerdì 5 riceverà la fiaccola olimpica. Sarà l’inizio di una lunga storia. Il via il 6 dicembre dallo Stadio dei Marmi intitolato a Pietro Mennea, l’intera Roma imperiale a fare da colonna sonora al passaggio della fiaccola che il giorno dopo inizierà il suo passaggio lungo tutta la penisola, celebrando la nostra storia. Il passaggio nella Civitavecchia di Giancarlo Peris e nella Viterbo dei Papi, un lungo cammino di una storia italiana incancellabile. Grandi personaggi, sportivi e non, ad unirsi nel passare la fiaccola da una mano all’altra fino ad arrivare a Milano prima di dare il via ai Giochi di Milano-Cortina 2026.
Attese e speranze altissime con l’Italia che punta a toccare quota 19 medaglie strizzando l’occhio a superare le 20 stabilite a Lillehammer nel 1994. Per l’Italia non è un periodo fortunato, visti i tanti infortuni che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, ma la voglia di esaltare i valori del nostro sport è altissima. Milano Cortina sarà anche l’occasione per valorizzare i nostri territori. I nuovi modernissimi impianti faranno da collante ad una esperienza unica e la speranza è che i Giochi Invernali lascino una nuova eredità, sostenibile, ad un mondo che ha voglia di cambiare. E poi, l’obiettivo più importante è il tricolore, non solo per le medaglie che riusciremo a portare a casa, ma per mettere in risalto la nostra capacità organizzativa. Un bel banco di prova per Milano Cortina e l’Italia: il successo più bello che possiamo aspettarci.

