Cosa ci rammenta il terremoto

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La scossa di terremoto delle 5.11 di ieri mattina, la più forte di una serie che si sono susseguite con una certa intensità in questi giorni nella provincia di Macerata, oltre a rinnovare il ricordo dei momenti di vero e proprio terrore vissuti il 24 agosto 2016, ci ha anche rammentato che nonostante il tempo intercorso non è stata ancora superata l’emergenza che affligge le persone e i luoghi colpiti dal sisma.

Anzi, con rammarico dobbiamo prendere atto che ancora una volta si ripropongono le stesse problematiche del passato. Quelle, per esempio, relative al terremoto dell’Abruzzo del 2009 e dell’Emilia, Veneto e Lombardia del 2012. Anche in questo caso, infatti, piuttosto che della ricostruzione, siamo interessati dalle indagini delle Procure della Repubblica che, per quanto è dato di sapere dai media, stanno svolgendo indagini in punto ai ritenuti eccessivi costi delle casette dei terremotati, oltre che per il ritardo nella loro assegnazione posto che sarebbero dovute essere pronte da tempo mentre, ad oggi, più di seicento devono ancora essere consegnate.

Le ragioni dell’ingiustificato ed evidente ritardo della ricostruzione sono molteplici, ma in primo luogo dovute alla mancanza di una legislazione unitaria della materia e, se vogliamo, ad un eccesso di provvedimenti taluni, peraltro, anche contraddittori tra loro.

Non c’è dubbio che la ricostruzione debba avvenire in assoluta sicurezza sia dal punto di vista strutturale in senso proprio che per scongiurare pericoli di infiltrazioni malavitose ed eventi corruttivi. Tuttavia i lavori devo andare avanti speditamente.

Le esperienze del passato, purtroppo, hanno dato un contributo minore di quello che avrebbero dovuto, mentre le nuove disposizioni legislative, tra le quali quella più importante ovvero il nuovo Codice degli appalti pubblici, non hanno prodotto i vantaggi sperati ed anzi talvolta si sono rivelate delle vere e proprie limitazioni.

Eppure, se non vogliamo rinunciare alla rinascita dobbiamo considerare questa che viviamo una occasione per proiettarci in una dimensione innovativa, che possa consentirci di predisporre idonee strutture abitative, tenendo conto della assoluta impossibilità di escludere che possano esservi anche in futuro degli eventi sismici.

Gli obbiettivi da raggiungere sono quelli indicati dal legislatore europeo per garantire la qualità degli appalti, la cui aggiudicazione dovrà avvenire favorendo oltre che l’offerta economicamente più vantaggiosa, quella che promuova innovazione tecnologica.

Ciò di cui abbiamo bisogno non sono nuove leggi, ve ne sono già troppe, ma una maggiore efficienza e soprattutto trasparenza del sistema di aggiudicazione che deve essere coniugato con la tutela ambientale e sociale. Si tratta di regole imprescindibili al pari di come irrinunciabili debbano essere le assegnazioni degli appalti nella consapevolezza che gli stessi dovranno sempre più costituire un formidabile strumento legale per la ricostruzione nel rispetto di una crescita sostenibile.

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