Cambio di guardia alla guida della Germania: perché gli altri Paesi non devono cantare immediatamente vittoria

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Dopo circa 16 anni la Germania vede chiudersi l’era Angela Merkel. Questa sua presenza fissa e forte, ha rappresentato una garanzia per l’Europa, ma a volte anche un limite: non sempre l’interesse della Germania è coinciso con quello degli altri Paesi. La Germania, grazie soprattutto alla Cancelliera Merkel, è riuscita più di tutti a caratterizzare, negli ultimi 15, una forma di stabilità economica in tutta l’Ue. C’è anche l’aspetto politico: la Merkel è stata un po’ la leader ombra dell’Unione europea. Ora, prima di tutto, bisognerà capire, se la Germania troverà un nuovo leader. Probabilmente non lo troverà carismatico come la Merkel, ma bisogna considerare e spegnere delle illusioni: la Germania funziona come sistema Paese anche a Bruxelles, sistema che potrebbe sopravvivere anche dopo la Merkel. Ci sono le persone giuste ai posti giusti, con dei meccanismi bene oliati.

Magari l’Europa del futuro non avrà solo un leader, potrebbero essercene di più. Come per esempio, quelli di Francia e Italia che potrebbero approfittare del vuoto che si creerà con l’abbandono di Angela Merkel, tenendo a mente che la Germania impiega sempre un po’ di tempo per formare un nuovo governo. Bisogna vedere che coalizione prenderà il potere, ci si aspetta un periodo invernale movimentato.

Sarei però cauto nel dire che venuta meno Angela Merkel, verrà meno anche la forza della Germania sull’Europa, sia per quanto già detto, perché è la prima economia dell’Ue e perché la Germania ha un’economia dove anche le regioni sono molto forti e fanno pressione in Ue. La vera domanda è: la fine della stagione di Angela Merkel coinciderà con la fine della stagione egemonica della Germania? 

La cartina tornasole per vedere effettivamente come la Germania reagirà alla fine dell’era Merkel è il Patto di stabilità: in questo momento sono state sospese, a causa del Covid, le regole sul deficit e il debito pubblico che hanno consentito alla Germania di essere un modello per l’Europa. Ha avuto sempre un debito pubblico intorno al 60%, non ha fatto molti sforamenti, anzi, più volte ha fatto surplus, ossia ha risparmiato più di spendere. E’ questo il campo dove si vedranno effettivamente gli effetti del cambio della guardia alla guida della Germania. Pensiamo che l’Italia sta spingendo per non tornare a quelle regole, noi abbiamo un debito pubblico che probabilmente salirà ancora, dei fondamentali economici che già erano messi male prima, figuriamoci ora con il Covid. Il primo banco, per vedere se il potere della Germania rimarrà forte come con la Merkel, sarà proprio il Patto di stabilità.

Bisogna essere prudenti ed evitare di pensare che dopo l’addio di Angela Merkel, la Germania improvvisamente smetta di essere il centro dell’Europa, perché a differenza di molti Paesi, in questi anni ha investito sull’Europa, ma anche su cose che non sono visibili: le persone che lavorano dietro le quinte o in dei ruoli chiave, i rapporti con altri Stati. In qualche modo la Germania si stava già preparando da anni a questa successione. La vera forza dei tedeschi è che hanno veramente a cuore il loro Paese, in Italia, invece, ogni volta che cambia il Governo sembra quasi ci sia stata una rivoluzione. Non vedremo dalla sera alla mattina il “vuoto”, forse solo in termini di titoli di giornale, ma la Germania riuscirà – anche grazie a queste capacità affinate negli anni – ad avere sempre al centro il benessere del Paese, a prescindere da chi siede al Governo. Non canterei subito vittoria, pensando che improvvisamente l’Italia – anche se al governo c’è Draghi – riuscirà a farsi valere in Europa, perché per molti anni abbiamo sottovalutato degli aspetti fondamentali, invece la Germania si è organizzata molto meglio e fa molto lavoro dietro le quinte: non si vede, ma ha il suo peso. 

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