Il tema del costo delle bollette energetiche e delle sue ripercussioni sulle famiglie italiane è oggi più che mai complesso e urgente. L’instabilità geopolitica internazionale, con i conflitti che colpiscono intere popolazioni e distruggono città, produce effetti drammatici non solo sul piano umanitario, ma anche su quello economico. Le tensioni globali generano incertezza sui mercati energetici e determinano oscillazioni continue dei prezzi, visibili ogni giorno, in particolare alla borsa di Amsterdam, dove si stabilisce il prezzo del gas.
Questa instabilità si riflette direttamente sulle famiglie, costrette a far fronte a bollette sempre più onerose. In un contesto simile, il compito del governo dovrebbe essere quello di alleviare il peso economico sui cittadini, soprattutto su coloro che vivono situazioni di maggiore fragilità. Tuttavia, le recenti decisioni politiche sembrano muoversi in direzione opposta rispetto a quella intrapresa in passato.
Il precedente governo, infatti, aveva adottato misure significative per contenere i costi dell’energia. Tra queste, la rimozione degli oneri generali di sistema, una tassa che gravava pesantemente sulle bollette elettriche e, in parte, su quelle del gas, per un totale di circa 13 miliardi di euro l’anno. La loro eliminazione aveva rappresentato un passo concreto per alleggerire la spesa energetica delle famiglie. Allo stesso modo, era stata ridotta l’IVA sul gas dal 22% al 5%, una misura che aveva contribuito a rendere le bollette più sostenibili in un periodo di forte inflazione.
Oggi, invece, queste agevolazioni sono state cancellate: gli oneri generali sono stati reintrodotti e l’IVA è tornata all’aliquota ordinaria del 22%. Si tratta di scelte che rischiano di aggravare ulteriormente la condizione economica delle famiglie, già provate dall’aumento dei prezzi e dalla perdita del potere d’acquisto.
In un momento come questo in cui la precarietà internazionale influenza pesantemente la stabilità economica, servirebbe una politica energetica più attenta e solidale, capace di tutelare i cittadini e di garantire una transizione sostenibile senza sacrificare il benessere delle fasce più deboli della popolazione. Sostenere le famiglie significa, in ultima analisi, rafforzare l’intero Paese.

