Bartolomeo I e Papa Leone XIV: un nuovo passo verso l’unità cristiana nel segno di Nicea

Papa Leone XIV e il Patriarca Bartolomeo I - Foto © Vatican News

Ho seguito con molto interesse l’incontro ecumenico fra il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I e Papa Leone XIV perché mi ha ricordato gli anni della mia giovinezza quando ancora seminarista liceale ho assistito nel 1974 attraverso la televisione allo storico abbraccio fra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora, a cui ha seguito l’anno dopo l’eliminazione delle rispettive scomuniche. L’incontro di oggi, dopo quello avvenuto ieri a Nicea nel 1700 anniversario della professione di fede avvenuta nel primo concilio ecumenico della storia.

Mi ha colpito che il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, al termine della Divina liturgia nella chiesa patriarcale di San Giorgio abbia affermato che “L’unità cristiana non è un lusso, ma l’’ultima preghiera di nostro Signore Gesù Cristo e la condizione essenziale della missione della Chiesa”. Papa Leone ponendosi in continuità con il Concilio Vaticano II ha affermato che perseguire la piena comunione tra tutti i cristiani è una delle priorità del suo ministero di vescovo di Roma, “il cui ruolo specifico a livello di Chiesa universale consiste nell’essere al servizio di tutti per costruire e preservare la comunione e l’unità”.

La fede professata nel Credo Niceno-Costantinopolitano unisce cattolici e ortodossi in una comunione reale di fede, anche se rimane qualche problema ancora in sospeso come la data comune della Pasqua, che quest’anno è stata celebrata nello stesso giorno e la questione del “filioque”, che a livello teologico mi sembra oggi superata e ricondotta nell’ambito del legittimo pluralismo.

Mi auguro che la Commissione ecumenica internazionale che sta lavorando da diversi anni possa portare a risultati positivi in attesa che fra i fratelli cattolici e ortodossi si possa ristabilire la piena comunione nel rispetto delle proprie tradizioni e bere all’unico calice, dando al mondo una testimonianza di comunione e di unità e contribuendo alla pace fra i popoli, alla cura del creato. Intanto è importante che continui l’impegno di un ecumenismo spirituale dal basso che per esempio è coltivato dalla Arciconfraternita S. Maria Odigitria dei Siciliani in Roma dove è venerata nell’altare maggiore una icona donata dal Patriarca Demetrio e dal Collegio Capranica di Roma che d’intesa con il Dicastero per l’Unità dei Cristiani a partire dal Vaticano II ha concesso delle borse di studio e ospitato vari membri delle Chiese ortodosse.

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