Azzardo di massa ed usura: la necessità di un approccio sistemico, integrato e multi settoriale

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L’esplosione del fenomeno dell’azzardo di massa frutto di una precisa strategia di marketing industriale programmata ed attuata dall’industria dell’azzardo, ha messo in crisi e mandato in soffitta da ormai circa venti anni il modello tradizionale del gioco come fenomeno elitario, circoscritto ad ambienti ben individuati e deputati ad esso (casinò, ippodromi, ecc.).

In Italia la percentuale dei giocatori di azzardo problematici varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale, mentre la stima dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2%. I giocatori a rischio di usura rappresentano in media il 10-12% di quelli già censiti per programmi di cura (Ministero della Salute, 2012).

L’azzardo di massa ormai recluta adepti da Nord a Sud in tutte le classi sociali e culturali, coinvolgendo i lavoratori dipendenti e i pensionati, i commercianti, gli imprenditori e i liberi professionisti, fino alle fasce più disagiate e con maggiori difficoltà economiche della popolazione, pronti tutti a mettere in gioco il proprio denaro pur di risolvere le problematiche finanziarie, sognare per un istante di diventare ricchi o per un iniziale puro piacere adrenalinico.

Giocare d’azzardo è un gesto che viene identificato e vissuto come uno “spazio magico”  in cui rifugiarsi dal mondo esterno pieno di problemi e difficoltà ed attraverso il quale è possibile costruirsi una ricchezza immaginaria fatta di sogni e fantasie nonché di altri sé. La rincorsa di tale obiettivo finalizzata a risolvere e definitivamente col “colpo grosso” della fortuna i problemi causati dall’indebitamento progressivo si risolve poi puntualmente in un drammatico fallimento ed un’ulteriore rovinosa dèbacle economica a causa dalla continua perdita al gioco.

Il meccanismo infernale della pulsione continua al giocare, giustificata con la ricerca della vincita provvidenziale con cui sanare la voragine abissale del default economico – e non solo – rappresenta oggi lo scenario più frequente dell’azzardo popolare che di fatto ha indotto un aumento esponenziale del numero di persone cadute nella trappola del gambling.

E molto spesso, in un caso su dieci, attraverso la porta dell’azzardo ci si infila nel vicolo cieco dell’usura attraverso prestiti di denaro a tassi impossibili per ripianare il debito anche se con condizioni assolutamente svantaggiose per il giocatore e la sua famiglia. La proliferazione del sovraindebitamento azzardo-correlato ha spinto una massa crescente di persone in difficoltà economiche verso il mondo degli strozzini per cercare di porre rimedio in qualche modo al default economico personale e familiare .

L’avvento dell’azzardo di massa in Italia ha cambiato anche il panorama del fenomeno dell’usura. L’intreccio sempre più forte tra azzardo ed usura pone oggi in evidenza l’emergere di una popolazione crescente vittima di due problemi: l’azzardo come forma di trappola psicologica da cui è difficile liberarsi da soli senza un programma di cura. E l’usura come effetto conseguente al disastro economico in cui precipita una famiglia ridotta al lastrico dai debiti di gioco. Nel panorama antropologico che caratterizza il mondo dell’azzardo l’usura arriva come un’esca maledetta per il giocatore che si vede incapace di gestire e pagare i debiti, allorchè la fiducia degli altri in lui  è ormai tramontata e le porte di amici e parenti si chiudono progressivamente.

Dall’altro lato – particolare forse ancora più terribile – vi sono molte vittime dell’usura che iniziano a giocare d’azzardo nelle “speranza” di risalire la china. E ciò significa che c’è un legame stretto, consistente e durevole tra i due problemi. Due trappole micidiali in cui spesso ritroviamo il giocatore e la sua famiglia quando bussano oggi ad un servizio per la cura del Disturbo da Gioco d’azzardo (DGA).

In questo scenario di trasformazione rapida del fenomeno dell’azzardo e anche di quello dell’usura molto spesso correlato al primo, anche i programmi di aiuto alle persone ed alle famiglie in difficoltà a causa di tali problemi ha messo elaborato strategie di intervento innovative.

Chi scrive opera in un Ente del Terzo Settore, il GRUPPO LOGOS di Salerno, che dal 2000 ha realizzato un modello di intervento sistemico ed ecologico-sociale per il trattamento dei disturbi psico-socio-sanitari correlati all’azzardo: il programma Fuorigioco .

Il Programma Fuorigioco si è confrontato sin dal suo esordio con la necessità di un trattamento combinato e simultaneo delle problematiche dell’azzardopatia e dell’usura. Nell’ottica di un approccio combinato e non separatista sia del DGA che dei debiti gravati dal macigno dell’usura in molti casi (circa il 15% di quelli  finora seguiti), il giocatore, che viene aiutato a rimettere in ordine le sue finanze attraverso una programma sociale ed economico di rientro dal debito e di sganciamento dal circuito dell’usura, riceve un supporto molto più efficace nel mantenere alti i livelli di concentrazione e determinazione motivazionale nell’affrontare le problematiche psicologiche e relazionali del DGA.

Il giocatore e la sua famiglia sono posti al centro di un programma che, a partire dalla ricognizione dei vari problemi causati dal gioco, tra cui i debiti, mira a costruire una strategia realistica di fronteggiamento degli aspetti psicologici, relazionali ed economico -finanziari legati ad un progetto di sganciamento dall’azzardo che sia fondata sulla costruzione di un’alleanza terapeutica finalizzata a cambiamento dello stile di vita di tutti i familiari e non solo del giocatore.

Il modello di intervento integrato tra GRUPPO LOGOS e Fondazioni è nato allorquando è apparso chiaro il fatto il gioco manda all’aria ogni piano di assistenza messo in piedi dalle fondazioni ed ostacola quel percorso di autodisciplina, austerità e solidarietà che viene concordato con la famiglia quando si procede all’erogazione dei fonti antiusura.

A partire da tale consapevolezza si è proceduto alla realizzazione e alla sperimentazione, coronata da un numero significativo di risultati positivi sul piano trattamentale, di un rapporto di collaborazione con le Fondazioni antiusura presenti sul territorio salernitano, che ha permesso di attivare, in caso di compresenza di azzardopatia e usura, un protocollo operativo capace di agire sia sugli aspetti psicologici e della dipendenza sia sull’impatto dell’addiction sulla tenuta economico finanziaria del paziente e della famiglia con DGA.

L’attuazione di tale protocollo di collaborazione ha presupposto un indispensabile processo di formazione reciproca tra Fondazioni e Gruppo LOGOS che ha prodotto i seguenti risultati:

  • Sviluppo di conoscenze e competenze nel campo dell’azzardo da parte degli operatori delle Fondazioni, fino ad allora non sufficientemente preparati sul piano culturale ed operativo nella gestione della persona e della famiglia con DGA;
  • Acquisizione di conoscenze sugli obiettivi ed i programmi operativi delle Fondazioni da parte degli operatori del programma di trattamento del DGA;
  • Costruzione di un modello di trattamento combinato della doppia problematica con l’attivazione del monitoraggio economico da parte di un tutor interno o esterno alla famiglia o di un amministratore di sostegno che fa parte dell’equipe di cura della famiglia con problemi azzardo correlati e che valuta il livello di riabilitazione finanziaria di quella famiglia.A cura di Aniello Baselice Consulente scientifico GRUPPO LOGOS – Membro Consiglio Direttivo ALEA
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