In Italia, i femminicidi, hanno registrato un preoccupante e costante aumento. Si assiste sempre più di frequente a casi di donne uccise dal partner, dall’ex compagno o, in alcuni casi, da sconosciuti. Spesso, alla base di questi delitti vi sono motivazioni legate al desiderio di possesso, all’incapacità di accettare una separazione o, più in generale, a forme di violenza fondate sul solo fatto che la vittima sia una donna. In risposta a questa emergenza sociale, il legislatore, ha introdotto nel sistema penale il reato autonomo di femminicidio, riconoscendo come tale l’omicidio di una donna motivato da discriminazione, odio di genere o dal tentativo di ostacolarne l’esercizio dei diritti e l’espressione della propria identità personale.
Si tratta di un cambiamento normativo di rilievo, che sancisce la natura strutturale della violenza di genere e ne afferma la gravità specifica. Oltre all’introduzione del nuovo reato, sono state varate ulteriori misure di contrasto, tra cui: restrizioni nell’accesso ai benefici penitenziari per i detenuti condannati per reati riconducibili al cosiddetto “Codice Rosso”; la presunzione di adeguatezza degli arresti domiciliari nella scelta delle misure cautelari; il diritto, per i familiari della vittima, di essere informati in caso di evasione, scarcerazione, revoca o modifica delle misure applicate all’imputato o al condannato.
Tuttavia, l’introduzione di una norma, per quanto fondamentale, non è sufficiente a contrastare un fenomeno così complesso e radicato. È necessario affiancare alla repressione penale un serio e articolato investimento nella prevenzione della violenza, promuovendo una cultura del rispetto, del riconoscimento delle differenze, della gestione emotiva e della tolleranza alla frustrazione. Servono risorse, formazione e un progetto strutturato che coinvolga tutti coloro che, a vario titolo, operano con persone che hanno subito o agito violenza. Solo attraverso un approccio integrato e una visione educativa di lungo periodo sarà possibile contrastare efficacemente la violenza di genere e costruire una società più giusta e sicura per tutte e tutti.

