Alla luce dell’Immacolata: Maria nel cammino spirituale di Sant’Eugenio de Mazenod

Foto © Vatican News

La sera del 7 dicembre 1854, Eugenio de Mazenod (1782-1861), Vescovo di Marsiglia e fondatore degli Oblati di Maria Immacolata è a Roma, ospite presso il Quirinale. Dalla finestra della stanza vede la pioggia insistente che, da giorni, scende abbondante sulla città. Nonostante i suoi 72 anni, con la semplicità di un bambino, prega per chiedere che smetta di piovere. Sicuro di essere esaudito annota nel diario: “Domani farà bel tempo”. Il giorno dopo, 8 dicembre, sulla città di Roma c’è una bellissima giornata di sole! Tra le tante persone che sono in S. Pietro per la proclamazione del dogma dell’Immacolata, tra i 200 Vescovi c’è anche quello di Marsiglia.

Eugenio era nato nel 1782 a Aix-en-Provence da una famiglia nobile. A 10 anni, causa la rivoluzione, è costretto con la famiglia, ad andare in Italia, vivendo in esilio nelle città di Torino, Venezia, Napoli, Palermo frequentando gli ambienti nobiliari. Tornato in Francia decide di entrare al seminario di San Sulpizio a Parigi per gli studi preparatori al sacerdozio. I primi anni di ministero li trascorre tra i giovani di Aix-en-Provence. E nei paesi della regione predica il vangelo, risvegliando la fede nelle persone.

L’esperienza dell’8 dicembre è narrata nel suo diario: “Le lacrime hanno soffocato la voce del Pontefice al momento in cui pronunciava le parole infallibili che lo Spirito Santo gli metteva sulle labbra. Mi sembrava di vedere il cielo aprirsi su di noi e mostrarci apertamente la gioia di tutta la Chiesa”.

Il gruppo dei Missionari di Provenza nel 1826 riceve l’approvazione pontificia delle Regole di vita. Dal papa Leone XII è costituito con un nome nuovo di “Missionari Oblati di Maria Immacolata”. La gioia di Eugenio è grande. In una lettera inviata ai confratelli, rimasti in Francia, scrive: “Non vi sembra un segno di predestinazione avere il nome di Oblati di Maria, cioè consacrati a Dio sotto la protezione di Maria di cui la Congregazione porta il nome come un nome di famiglia?”.

Il 3 dicembre del 1995, prima domenica di Avvento, San Giovanni Paolo II, durante l’omelia della canonizzazione, ha detto di lui: “Fu un uomo dell’Avvento, uomo della Venuta. Egli non soltanto guardò verso quella Venuta, ma dedicò tutta la sua vita a prepararla”. Sant’Eugenio raccomandava ai missionari Oblati di avere “Maria sempre come Madre” e ripeteva: “Ci importa poco sapere come Maria è stata preservata dal peccato originale. Ci basti sapere che, in un modo o nell’altro, Lei non ha mai offeso Dio, che non è mai stata neppure per un istante oggetto di odio agli occhi di Colui ce ne fece un capolavoro della sua onnipotenza”.

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