Monica Giandotti è uno dei volti più autorevoli del giornalismo televisivo italiano, capace di coniugare rigore, chiarezza e profondità nell’analisi dell’attualità. Nata a Roma nel 1978 e laureata in Giurisprudenza, ha costruito il suo percorso professionale attraversando alcune delle principali redazioni della Rai, fino a diventare una delle conduttrici più riconoscibili dell’informazione pubblica.
Gli esordi
Dopo gli esordi nelle emittenti locali, il grande pubblico ha imparato a conoscerla al Tg3, dove ha guidato l’edizione serale, e successivamente a Unomattina su Rai 1. Il suo profilo si è consolidato con la conduzione di Agorà su Rai 3, uno dei programmi di riferimento per il dibattito politico, e poi con Tg3 Linea Notte, spazio di approfondimento serale, per approdare infine al Tg2, all’access prime time.
Il grande successo alla guida di Tg2 Post
Da un anno è alla guida di “Tg2 Post”, il programma di approfondimento che segue il telegiornale della sera su Rai 2, dove ogni giorno accompagna i telespettatori nella lettura dei fatti più rilevanti del panorama internazionale politico, economico e sociale. In questo ruolo ha ulteriormente affinato uno stile riconoscibile, fatto di domande puntuali, attenzione ai contenuti e capacità di tenere insieme ritmo televisivo e qualità dell’analisi. “Tg2 Post” è diventato sotto la sua conduzione uno spazio di confronto equilibrato, in cui ospiti con posizioni diverse trovano un terreno di dialogo ordinato e mai sopra le righe. La sua presenza contribuisce a dare continuità e autorevolezza a un appuntamento quotidiano che si colloca in una fascia cruciale dell’informazione serale in un contesto geopolitico così complicato e delicato.

Il volto di un’informazione affidabile
Giornalista professionista, sposata con il collega Stefano Cappellini e mamma di un bambino, Monica Giandotti rappresenta oggi una delle voci più solide del servizio pubblico. Il suo percorso riflette una crescita coerente, sempre all’interno di contesti di approfondimento e informazione politica, dove ha saputo distinguersi per equilibrio e credibilità. In un panorama mediatico spesso segnato da toni accesi, il suo stile si caratterizza per sobrietà e precisione, qualità che la rendono un punto di riferimento per un pubblico alla ricerca di un’informazione affidabile, capace di andare oltre la superficie della notizia.
L’intervista
È passato circa un anno da quando è alla conduzione di TG2 Post: che bilancio fa di questa esperienza?
“Certamente molto positivo. Ho avuto la possibilità di raccontare in prima persona i grandi fatti della storia dell’ultimo anno: dalla elezione di Papa Leone XIV all’incontro fra Trump e Putin in Alaska. E poi il cambio degli scenari globali con la guerra in Iran e l’America di Trump”.
Qual è stata la sfida più grande che ha incontrato in questo ruolo?
“La fascia preserale è una sfida difficile, a quell’ora tutti gli italiani sono davanti alla tv. E arrivare su Rai 2 dopo anni a Rai 3, sia al telegiornale che nei programmi, ha rappresentato il valore aggiunto di questa sfida”.
In che modo sente di essere cresciuta, professionalmente e personalmente, durante questo anno?
“Si cresce, si evolve ogni volta che ci si trova davanti ad una nuova opportunità. Entrare in un nuovo format ha significato per me trovare una dimensione che tenesse conto della linea editoriale e delle mie caratteristiche specifiche. Tg2 Post è una rubrica che esiste da anni che è stata condotta da bravissimi colleghi prima di me. Nel corso di questi 365 giorni abbiamo cercato di definire puntata, dopo puntata, un’identità che fosse convincente sul piano della affidabilità giornalistica e allo stesso tempo rassicurante dal punto di vista del cambio di conduzione. Un lavoro appassionante, certosino, artigianale in certo senso”.
Come è nato il suo rapporto professionale con il Tg2 e con il suo direttore Antonio Preziosi?
“Lavoravo nella palazzina davanti, al Tg3. Diciamo che eravamo dirimpettai. Con il direttore Preziosi c’è un rapporto professionale di grande fiducia e trasparenza. Frutto non solo della riconoscenza per avermi fortemente voluta in questo ruolo ma anche della stima reciproca”.

Quanto è importante, per una conduttrice, avere sintonia con il proprio direttore?
“È fondamentale. Sono in onda non solo con il mio volto ma anche con il logo del Tg2. In quei momenti sei anche la voce e l’immagine di una redazione”.
Quando ha capito che il giornalismo sarebbe stato il suo percorso?
“Quando sono entrata nella redazione di AnnoZero, 20 anni fa, come collaboratrice esterna Rai. Avevo 26 anni e lì ho capito che il giornalismo poteva diventare il mio lavoro e che la Rai era l’azienda dove volevo stare”.
C’è stato un momento o una figura che ha ispirato questa scelta?
“C’è da sempre il bisogno di raccontare quel che accade e la voglia di essere dove le cose succedono”.
Lei è credente? Quanto è importante la dimensione della fede nella sua vita quotidiana e nel suo modo di fare giornalismo?
“Credo fortemente in alcuni valori, che sono anche valori cristiani. Con mio marito abbiamo deciso di mandare nostro figlio di 8 anni al catechismo. Proprio con Giulio sono tornata in chiesa la domenica: la maternità mi ha riavvicinata ad una dimensione spirituale profonda”.
Cosa la appassiona ancora oggi, dopo anni di carriera, di questo mestiere?
“Mi piace ancora tutto e moltissimo. Partire da un’idea, svilupparla e portarla in onda”.

Come vede evolvere il giornalismo televisivo nei prossimi anni?
“L’on demand, l’approfondimento e le all-news. Inchieste e analisi consentono di prendersi il tempo di capire, andare in profondità. Con le all-news in ogni momento puoi sapere cosa succede nel mondo. La logica dello scroll, delle time line e dei social non tiene più. I giovani sono straordinariamente consapevoli, sanno come informarsi e dove. E non è vero che non guardano la tv generalista, il punto è che sono molto attenti all’offerta. Giustamente, aggiungo”.
In occasione dei 50 anni del Tg2, Papa Leone vi ha ricevuto in udienza. Quali emozioni e quali sentimenti le ha suscitato quell’incontro?
“Di Papa Leone mi rimane nel cuore la fortissima emozione che ho provato appena l’ho visto, prima ancora di parlargli da vicino. Un gigante in un mondo in cui si fa fatica a riconoscere leader di statura. Una guida. Un uomo pieno di grazia che accoglie e conforta. É stata una giornata che ricorderò, un dono vero e proprio”.

