La celiachia è una patologia autoimmune permanente causata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. In Italia interessa migliaia di persone diagnosticate, ma si stima che molti casi non siano ancora individuati. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere una corretta informazione, l’Associazione Italiana Celiachia organizza la “Settimana della Celiachia”, iniziativa nazionale giunta alla dodicesima edizione. L’evento, in programma nella settimana in cui si celebra anche la Giornata mondiale della celiachia, coinvolge tutto il territorio italiano con incontri, campagne informative e attività dedicate ai cittadini e ai pazienti. Interris.it, in merito al significato di questo evento, ha intervistato la dott.ssa Elisa Canepa, appartenente all’ufficio comunicazione dell’AIC.
L’intervista
Canepa, quali sono gli aspetti peculiari della Settimana della Celiachia?
“La Settimana della Celiachia, giunta ormai alla sua dodicesima edizione, è un evento italiano ideato dall’Associazione Italiana Celiachia, costruito intorno alla Giornata mondiale della celiachia del 16 maggio. Prevede iniziative ed eventi su tutto il territorio nazionale. L’aspetto più peculiare è proprio il coinvolgimento capillare delle diverse aree del Paese grazie alle nostre 21 associazioni territoriali: quest’anno sono 260 gli eventi organizzati. L’obiettivo è fare informazione e sensibilizzazione su una patologia che oggi colpisce circa 600mila persone in Italia, di cui oltre 300mila non ancora diagnosticate. Questa pluralità e coralità diffusa in tutto il Paese, è sicuramente una delle caratteristiche distintive di questa Settimana”.
In che modo AIC è impegnata su questo versante?
“L’informazione e la sensibilizzazione sono i temi centrali che affrontiamo durante la Settimana della Celiachia. AIC accende i riflettori sulla celiachia con l’obiettivo di parlare non solo alle persone celiache e alle loro famiglie, ma a tutta la popolazione. Vogliamo sfatare falsi miti e fake news che spesso circolano durante l’anno. Questo è il cuore dell’impegno di AIC: promuovere una corretta informazione sulla celiachia e mantenere sempre al centro i bisogni dei pazienti. Naturalmente il nostro lavoro non si limita alla Settimana della Celiachia, ma prosegue durante tutto l’anno”.
Quali sono i vostri auspici per il futuro dal punto di vista normativo sulla celiachia?
“Un aspetto che vorremmo vedere pienamente applicato è la cosiddetta circolarità del buono. La misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, consentirà alle persone celiache di acquistare gli alimenti senza glutine previsti dalla terapia anche fuori dalla propria regione di residenza. Oggi questo non è ancora possibile e chi si sposta per studio, lavoro o altri motivi incontra molte difficoltà. Ci aspettiamo che, dopo il periodo di test previsto, la misura venga presto attuata. L’obiettivo è garantire a tutti i pazienti l’accesso alla terapia in qualsiasi regione d’Italia. Il buono è già digitalizzato in tutte le regioni e questo ha migliorato l’accesso ai diversi canali di distribuzione, come farmacie, negozi specializzati e grande distribuzione. Ora attendiamo anche la piena circolarità tra le regioni”.

