San Valentino tra fede e famiglia: così una parrocchia rimette al centro gli sposi

La Chiesa di Santa Maria del Rosario in Prati a Roma offre, per San Valentino, animazione per i piccoli e una riflessione profonda sui ritmi familiari: rimettere al centro l'innamoramento per dare radici sicure alla crescita dei figli

fr Christian Steiner, Parroco della Chiesa di Santa Maria del Rosario in Prati. Foto Francesco Vitale

San Valentino tra fede e famiglia: il “bonus baby-sitting” della parrocchia domenicana di S. Maria del Rosario in Prati (Roma) per rimettere al centro l’amore coniugale. Il Parroco Fr. Christian Steiner spiega a Interris.it perché curare il legame di coppia sia il miglior regalo possibile per i figli: “Siamo prima genitori e professionisti, e solo dopo amanti: è un errore che fa inciampare le famiglie. Bisogna tornare ai gesti del fidanzamento perché la casa sia fondata sulla gioia”.

L’Intervista

Fr. Christian, la vostra parrocchia ha lanciato un’iniziativa molto particolare per San Valentino: un servizio di animazione per i figli dalle 19:00 alle 22:00. Qual è l’obiettivo di questa proposta?

“L’intenzione è venire incontro ai nostri “genitori innamorati”. Offriamo loro tre ore di gioia e tranquillità per i figli affinché papà e mamma possano dedicarsi a ciò che è l’origine della loro famiglia: il loro innamoramento. Vogliamo favorire nei coniugi la consapevolezza che curare la vita del proprio amore è il modo più forte per far fiorire l’intera vita familiare. I figli respirano la sicurezza della relazione tra i genitori; per loro, vedere mamma e papà che si amano è come avere una casa solida in cui sentirsi bene”

San Valentino è spesso accusato di essere una festa puramente consumistica. Lei invece ne rivendica l’importanza spirituale. Perché?

“Spesso è così, ma in realtà è un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza dell’amore coniugale. Più i genitori coltivano l’amore con le stesse caratteristiche e la stessa cura che avevano durante il fidanzamento, più quella luce risplende oggi, aumentando la percezione amorosa di se stessi e dell’altro”.

Due innamorati abbracciati. Foto di Elizabeth Tsung su Unsplash

Nel suo lavoro di studioso di pastorale familiare, lei nota spesso un errore comune nelle coppie. Qual è il rischio principale dopo anni di matrimonio?

“Il problema è la gestione delle priorità. Due persone si sposano perché innamorate, ma poi, diventando genitori e professionisti, mettono questi “uffici” al primo posto. Si è prima genitori, prima lavoratori e poi, se avanza tempo — ma di solito non avanza — si è amanti. Questo è un dinamismo antico che sacrifica la coltivazione dell’amore sull’altare dei ruoli. La casa, la cucina o il salotto non invitano automaticamente alle coccole o alle parole dolci; se non si scelgono consapevolmente spazi e tempi per l’amore, la coppia inciampa. E ricordiamoci: l’amore in quanto tale non perdona, solo gli amanti possono perdonare”

A chi dice che “non ha più l’età” per certe manifestazioni romantiche, cosa risponde?

“Rispondo che bisogna recuperare ciò che si faceva spontaneamente durante l’innamoramento: raccontarsi la giornata con piacere, cercarsi. Se queste manifestazioni vanno in secondo piano, la relazione ne risente. Bisogna avere il coraggio di tornare a quella freschezza”.

Un consiglio concreto da esperto: qual è il regalo perfetto per questo San Valentino?

“È complicato, perché ogni coppia è un mondo a sé. C’è chi ama la sorpresa e chi preferisce concordare tutto prima. La sorpresa è rischiosa: uno dei due potrebbe restare col dubbio fino all’ultimo se l’altro si sia ricordato o meno! La premessa fondamentale, però, è che la coppia riconosca ciò che fa rinascere in loro la “percezione amorosa”.

Quindi non esiste un regalo universale, ma un metodo?

“Esattamente. Bisogna guardare alla propria esperienza: camminare mano nella mano sul corso, tornare in quel ristorante specifico, regalare proprio quelle rose gialle… È qualcosa di molto sottile e concreto che appartiene solo a loro. Il segreto è saper riconoscere cosa ha caratterizzato il proprio innamoramento e riproporlo oggi. Il regalo vero è il tempo dedicato a riscoprirsi”.

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