La città di San Severino Marche storico luogo di accoglienza e baluardo dei valori di libertà e di pace è l’emblema di come la memoria non sia un esercizio del passato, ma una strada per il futuro. Nell’anno 2022 la fiorente cittadina marchigiana è stata insignita della Medaglia d’oro al merito civile per il ruolo di primaria importanza svolto nella lotta di Liberazione: di fronte a chi propagandava e imponeva razzismo e guerra, i settempedani scelsero la via dell’accoglienza e della pace. Lo fecero con la genuinità dei sentimenti, con il senso di solidarietà e di donazione, con lo spirito di sacrificio e di generoso altruismo.
Sergio Mattarella a San Severino Marche
Oggi, 25 aprile 2026 la Città di San Severino Marche accoglie con profondo senso di onore e di sincera deferenza la visita istituzionale del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la celebrazione dell’81° Anniversario della Liberazione. La comunità locale, in un’atmosfera di altissimo valore civile, accoglie il Capo dello Stato, baluardo di diritto e giustizia a tutela dei valori e dei principi su cui si reggono la Repubblica e la democrazia. Il presidente Mattarella onora San Severino Marche della sua presenza in una giornata così significativa per celebrare la Resistenza del nostro Paese alla quale conseguì il referendum sulla forma istituzionale dello Stato che, con il voto popolare (la prima volta del voto femminile), condusse alla nascita della Repubblica, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario.
Una giornata per fare memoria
Una giornata per fare memoria dei gravissimi crimini di guerra, contrari a qualunque regola internazionale, contrari all’onore militare e, ancor di più, ai principi di umanità; ma anche per celebrare il senso civico e di accoglienza nei confronti dei perseguitati. Perché la Resistenza è anche un esempio storico di riconciliazione nello spirito della fraternità per annientare l’odio razzista, a testimonianza di come la democrazia sia l’antidoto alla sopraffazione e la guarentigia di una convivenza fondata sul diritto e sulla pace. Solo nella libertà e nella umana dignità ci possiamo sentire tutti fratelli come accadde, durante il periodo dell’occupazione, ai bambini Frida, Elio e Riccardo Di Segni e a Edoardo Menichelli, nella frazione di Serripola.
L’intervista
Interris.it ha intervistato il sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei.
In un momento in cui assistiamo a tante guerre ingiustificabili e alla violazione del diritto internazionale, in che modo ritiene che la celebrazione del 25 Aprile, alla presenza del Presidente della Repubblica, in questa città simbolo della coesione sociale, possa essere da monito alla pace?
“La Resistenza è l’espressione della forza e della capacità degli italiani e delle italiane di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia; nel ricordare il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà educhiamo i cittadini alla memoria, alla consapevolezza e rinnoviamo i valori che ispirano la nostra convivenza civile, ricordando l’impegno della Repubblica Italiana in favore della pace e del rispetto dei diritti umani”.
Cosa significa essere la sindaca di uno dei Comuni del cratere sismico tra i più colpiti e al contempo esempio storico della Resistenza, soprattutto in termini di riconciliazione e accoglienza?
“Sono al mio secondo mandato al servizio della mia popolazione e per la mia città ricca di arte e bellezza, che ha offerto un contributo significativo alla lotta di Liberazione, pagando un prezzo alto in termini di sofferenze e di sacrifici. Una comunità che ha alle spalle una storia, quella della Resistenza, fatta di coraggio e di eroico sacrificio, che negli anni difficili del post sisma ha mostrato una forza straordinaria, restituendo al territorio vitalità culturale e sociale”.
Come San Severino Marche è stata esempio lungimirante, durante la Resistenza, della centralità della dignità umana e del rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo che verranno poi scolpiti dai nostri padri e madri costituenti nella Costituzione della Repubblica Italiana?
“La popolazione locale senza distinzione di etnia o di credo religioso ha dato rifugio, durante la deportazione, a tanti perseguitati, proteggendoli. Anche Mosè Di Segni, padre del Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, trovò rifugio e protezione da noi e fu accolto nella frazione di Serripola. La città strinse un patto di protezione collettiva attorno alla sua famiglia perseguitata. E il dottor Mosè mise la sua professionalità di medico al servizio della libertà, fornendo assistenza sanitaria operando tra le fila della formazione partigiana ‘Gruppo Mario’ e curando la popolazione locale”.
Una testimonianza concreta del valore unico di ogni individuo senza distinzione alcuna, come è stato scolpito nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione Universale dei diritti Umani?
“Sì, una storia di accoglienza e di condivisione, rinnovata con la recentissima visita del Rabbino Di Segni e del suo dono simbolico alla città di un albero dell’ulivo e della targa commemorativa recante la seguente iscrizione: ‘Frida, Elio e Riccardo, figli di Mosè e Pina Di Segni In memoria del cardinale Edoardo Menichelli 22 aprile 2026 – 5 Yiar 5786’; come ha tenuto a ricordare il Rabbino, il giovane Edoardo Menichelli, futuro cardinale, da bambino giocava con i fratelli Di Segni”.
Pace e Liberazione passano per San Severino Marche con il Presidente Sergio Mattarella?
“Certamente, la sua presenza è per noi un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale per ricordarci di essere testimoni di quelli che sono i valori che ispirano la nostra convivenza civile; tenendo sempre presente che proprio perché libertà e pace sono una condizione ottenuta a caro prezzo, su tutti noi incombe il dovere di difenderle e garantirle a tutti, nel rispetto della dignità umana e della cooperazione fra i popoli”.
L’auspicio per coronare questa 81 ° celebrazione della Liberazione?
“Che tutti i bambini del mondo possano sempre giocare insieme nella pace e in libertà. E con la speranza che gli adulti prendano insegnamento dai bambini per orientare la nostra vita in comune”.

