Lo scorso 21 aprile, tutto il mondo ha appreso con profonda tristezza e dolore la morte improvvisa e inaspettata di Papa Francesco, che gli ha impedito tra l’altro di portare a termine l’Anno Santo, aperto lo scorso 24 dicembre 2024. Nel passato un altro pontefice ha visto, causa la sua scomparsa, l’impossibilità di concludere l’Anno giubilare: Innocenzo XII. Egli morì prima della conclusione dell’Anno Santo del 1700, lo indisse solennemente con la bolla “Regi saeculorum” il 18 maggio 1699, ma spirò il 27 settembre 1700. L’Anno Santo proseguì e fu poi concluso dal suo successore, Papa Clemente XI, eletto nel novembre dello stesso anno.
Innocenzo XII, al secolo Antonio Pignatelli, era nato nel 1615 da una nobile famiglia napoletana, nel castello di Spinazzola, attualmente in provincia di Bari, ma che all’epoca apparteneva al Regno di Napoli. Nel Collegio Romano dei Gesuiti, completò i suoi studi e venne ordinato sacerdote nel 1643, laureandosi in “Utroque iure”, vale a dire diritto civile e diritto canonico. Fu successivamente ordinato vescovo il 27 ottobre 1652 e il pontefice Urbano VIII (1623-1624) lo chiamò a lavorare nella Curia Romana, che costituisce l’apparato amministrativo della Santa Sede. Per ben undici anni come vescovo, risiedette sia in Italia che all’estero, ricoprendo incarichi di grande responsabilità, fu vice-legato a Urbino, governatore di Perugia, inquisitore a Malta e nunzio apostolico in Toscana, Polonia e Vienna.
Nella sua lunga carriera ecclesiastica, diviene arcivescovo di Lecce il 12 gennaio 1672 e papa Clemente X (1670-1675) lo nominerà segretario della Congregazione dei vescovi e regolari. Il primo settembre del 1681 viene creato cardinale dal pontefice Innocenzo XI (1676-1689), mentre dal 1686 al 1691 è arcivescovo della città di Napoli. E proprio l’esperienza maturata e acquisita in questi ruoli, unita alla sua fama di uomo integro e incorruttibile, lo rese un candidato di spicco nel conclave del 1691, seguito alla morte di Papa Alessandro VIII (1689-1691). Dopo cinque mesi di dibattiti tra le fazioni cardinalizie, Antonio Pignatelli fu eletto papa il 12 luglio, assumendo il nome di Innocenzo XII in onore del suo predecessore Innocenzo XI, a sua volta noto per la sua austera moralità. Il suo pontificato si svolse in un periodo storico ricordato come la tarda età barocca. La sua vita si colloca quindi in un’epoca di grandi cambiamenti politici e culturali in Europa, caratterizzata dall’assolutismo monarchico di re come Luigi XIV (1638-1715) di Francia e da profonde trasformazioni artistiche e scientifiche.
Innocenzo XII indisse un Anno Santo straordinario nel 1693, per implorare la pace tra le potenze europee, in particolare durante la Guerra della Lega di Augusta (1688–1697), che vedeva contrapposte la Francia di Luigi XIV e la Lega Santa, tra cui il Sacro Romano Impero, la Spagna, l’Inghilterra. E’ importante ricordare che il 22 giugno 1692 aveva emanato la bolla pontificia “Romanum decet Pontificem”, che di fatto aboliva il nepotismo. La bolla stabiliva che nessun pontefice potesse concedere beni, uffici o rendite ai propri parenti. Il documento limitava inoltre i beni che i membri della famiglia del papa potevano ereditare e stabiliva che i “cardinali nipoti” non potessero mai essere più di uno. Per dare l’esempio, lo stesso Innocenzo XII si rifiutò di concedere favori o privilegi ai suoi parenti, dichiarando: “I miei nipoti sono i poveri della Chiesa”. Questo gesto lo portò ad essere soprannominato “il padre dei poveri”, e a Roma promosse una serie di opere assistenziali per i più bisognosi, tra le quali l’Ospizio di San Michele a Ripa Grande, e l’Ospizio Lateranense. Inoltre, si deve a questo pontefice l’obbligo ai preti di indossare la talare, l’abito ecclesiastico indossato dal clero, il termine deriva dal latino “talus” che significa tallone, proprio perché la veste scende quasi a coprire i piedi, impose ai canonici la residenza, e proibì l’uso della parrucca, rendendo infine, obbligatori gli esercizi spirituali.
Con la bolla “Regi Saecolorum” aveva indetto il 18 maggio 1869 l’anno Santo, che sarebbe stato quello il sedicesimo Giubileo ordinario nella storia della Chiesa. Morì il 27 settembre del 1700 e non poté chiudere l’Anno Santo, che fu concluso da Clemente XI (1700-1721) che chiuse la Porta Santa a San Giovanni in Laterano e nelle altre basiliche al termine dell’anno giubilare. Innocenzo XII fu sepolto in una modesta tomba nella Basilica di San Pietro, in linea con la sua umiltà, ma Benedetto XIV (1740-1758) gli fece erigere un monumento tra le cappelle di S. Sebastiano e quella del SS. Sacramento. Il suo pontificato, pur breve, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa. Riformatore morale, patrono dei poveri e diplomatico accorto, Papa Innocenzo XII è ricordato come un esempio di integrità e carità cristiana, un pontefice che, partendo dalla sua amata Spinazzola, ha saputo riportare la Santa Sede a una spiritualità più vicina al Vangelo.

